Diritti al futuro sulla IVG, "Nell'Area Vasta 2 scelta vincolala ad un percorso e ad una presa in carico da parte del Consultori"

3' di lettura Senigallia 23/02/2020 - Recentemente il leader della Lega si è occupato di un tema sensibile come la interruzione volontaria della gravidanza (IVG) e lo ha fatto con il solito modo cialtrone e ignorante di intendere i temi della politica, così come ci ha abituato con la gestione dei flussi migratori, la violenza sulle donne (ognuno fa quel che vuole a casa sua!), la spettacolarizzazione dell’azione di polizia (da ministro ) e l’uso strumentale dei sentimenti religiosi.

Questo rientra perfettamente nella parte del personaggio che punta al consenso sull’imbarbarimento delle relazioni sociali dopo aver fomentato per anni la paura, il sospetto, la chiusura in se stessi, la ricerca dell’interesse egoistico, la negatività e il rancore sociale, basando tutto su una comunicazione fatta di slogan e non certo sull’approfondimento delle questioni.

Vergognoso, però, è insinuare che le donne abortiscono ripetutamente e con leggerezza, addirittura nei Pronto Soccorso degli ospedali di Milano! Se così fosse sarebbe responsabilità della Sanità lombarda, da decenni governata anche dalla Lega e rappresenterebbe il fallimento dei Consultori di quella regione.

Dietro certe affermazioni c’è la volontà di posizioni retrive, mai sopite in Italia, di mettere sotto accusa un’ottima legge del 1978, espressione della mediazione alta della cultura e dei valori laici e cattolici di quel periodo. È considerata la migliore d’Europa perché non solo riconosce alle donne il diritto ad interrompere la gravidanza ma a questa scelta la legge attribuisce un interesse pubblico in quanto evento sociale da prevenire e quindi contenere. Affida ai Consultori il compito di assistere le donne nel difficile e doloroso percorso legato alla IVG, di informarle e metterle gratuitamente in condizione di prevenire una gravidanza non desiderata, che non possono permettersi anche per problemi socio-economici.

Gli obiettivi della legge erano:
- favorire una libera e consapevole scelta procreativa,
- eliminare le drammatiche conseguenze dell’aborto clandestino,
- ridurre l’abortività volontaria.

A 42 anni di distanza si può affermare che gli obiettivi sono stati in gran parte raggiunti come capita raramente ad una legge:
- il ricorso alla IVG si è ridotto del 60%,
- l’IVG ripetuta è al 26%, indice tra i più bassi del mondo,
- il tasso di abortività tra le minorenni è del 4,4% anche questo tra i più bassi del mondo ma purtroppo stabile nel tempo anche per la quasi totale assenza della educazione alla sessualità e alla contraccezione nelle scuole italiane.

Nel 2015 un O.d.g. proposto da Diritti al Futuro, votato a maggioranza dal Consiglio Comunale di Senigallia, ha impegnato la Giunta regionale a consentire e organizzare anche la IVG farmacologica, meno invasiva di quella chirurgica e senza necessità di ricovero ospedaliero. Ma soprattutto di vincolare la scelta ad un percorso e ad una presa in carico da parte del Consultorio che si conclude con una contraccezione reversibile di lunga durata (LARC). Senigallia è il riferimento per l’Area Vasta 2 e possiamo affermare che non ci sono state IVG ripetute tra le donne che hanno scelto l’IVG farmacologica negli ultimi 3 anni.

Dimostrazione che le donne del nostro territorio, come tutte le donne, in presenza di una buona legge, adeguatamente finanziata e con servizi funzionali, non ricorrono con leggerezza all’IVG.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2020 alle 10:26 sul giornale del 24 febbraio 2020 - 534 letture

In questo articolo si parla di attualità, sinistra in festa, comunicato stampa

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