Comitato Quartiere Ciarnin​​​​​​​: "Con il senso unico a rischio un terzo del fatturato della stagione turistica"

5' di lettura Senigallia 12/02/2020 - Il Comune di Senigallia ha da qualche settimana iniziato i lavori di realizzazione della pista ciclabile sul lungomare Da Vinci. Il progetto fa parte della Ciclovia Adriatica, che dovrebbe unire la costa dal Veneto alla Puglia.

L'avvio del progetto è stato annunciato a pochi giorni dal via dei lavori, senza prima concordare le relative modalità con i residenti e gli operatori turistici. A lamentare la mancata discussione sulle modalità di realizzazione residenti ed operatori turistici che si sono riuniti in Comitato per cercare di limitare le criticità derivanti da tale intervento.

Il quartiere Ciarnin si sviluppa dal sottopasso “Camping Domus” a quello avanti il bar “Clipper” per circa 2.5 km. "Nel periodo invernale la zona è abitata sul lato mare da circa 300 residenti più altri 700 sul lato strada statale - spiega l'avvocato Corrado Canafoglia - referente del comitato - Non ha negozi di generi alimentari o di altro genere, nè bancomat e nel periodo invernale non c'è servizio autobus per cui se venisse mantenuta l’ipotesi del senso unico i residenti che devono recarsi a Senigallia 4/6 volte al giorno (es. bambini che vanno a scuola) si troveranno a dover percorrere mediamente in più oltre 15 km giornalieri che per 365 giorni fanno tra 5000/6000 km annui, così vanificando i propositi ecologici della ciclabile. In estate si arriva ad una media giornaliera di presenze, principalmente turisti, di circa 5.000 persone che aumenta il sabato e domenica fino a 15.000/16.000 presenze. Come si può' pensare di far muovere tutte queste persone che arrivano con 2500/3000 auto e un migliaio di moto su un solo senso di marcia? Su questo tratto ci sono circa 130 attività’ commerciali turistiche: 3 campeggi e tanti appartamenti estivi, 37 concessioni balneari per un totale di 11.000 bagnanti di media, alberghi con 450 camere per circa 2000 posti letto, spiagge libere per un totale di 500 bagnanti al giorno, 12 ristoranti e pizzerie molte delle quali aperte tutto l'anno. Tali attività' turistiche impiegano circa un migliaio di lavoratori e su tale strada interagiscono giornalmente anche i mezzi dei fornitori degli esercizi commerciali. Inoltre il senso unico di marcia obbliga gli avventori di quel lungomare a non poter invertire la direzione di marcia per cercare un parcheggio e quindi li costringe ad effettuare giri in auto di oltre 5 km interessando la statale. La clientela che fruisce di questa zona balneare al 90% proviene dalla Valle Esina e sono quasi tutte famiglie molte con bambini che arrivano in macchina o moto.

Con il senso unico si obbligano gli automobilisti ad entrare dal sottopasso a nord del Ciarnin (con semaforo), quindi è facilmente calcolabile, considerando sia l'entrata da Nord che da Sud con l'intermittenza del semaforo, che non possono entrare sul lungomare più di 350/400 auto ora. Senza considerare l’effetto “imbottigliamento” sull’immissione nella statale tramite il sottopassaggio avanti il Clipper, con enormi disagi per la clientela che potrebbero indurre buona parte a non frequentare tale tratto di lungomare con danni ingenti alle attività economiche. Gli autobus dovranno uscire al sottopasso Waikiki percorrendo 20 km per tornare fino a Senigallia, aumentando i costi anche del contributo statale, salvo vengano ridotte le corse giornaliere. Inoltre su quest'area non c'e' presidio sanitario ed In tale condizione critici si prospettano eventuali interventi delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, delle ambulanze, con difficoltà a garantire la necessaria e tempestiva sicurezza per i residenti e i bagnanti. In estate si verificano incidenti per annegamento e per malori a persone anziane con problemi cardaci, che richiedano interventi dell'ambulanza in tempi brevissimi: è evidente che il congestionamento del traffico che il senso unico creerebbe potrebbe rendere estremamente difficoltoso un intervento d’urgenza".

A fronte di questa situazione, il comitato con il supporto dell’Architetto Lorenzo Campodonico, ha cercato una soluzione alternativa a quella proposta dall'amministrazione comunale. "Ho preso in esame la situazione attuale e provato ad elaborare un progetto che vorrei discutere con l'amministrazione - afferma Campodonico - il Comitato propone il mantenimento del doppio senso di marcia con i parcheggi lato mare e la pista ciclabile lato monte, predisponendo tutte le precauzioni del caso per la sicurezza dei ciclisti. La soluzione andrebbe completata prevedendo l’apertura di nuovi parcheggi sulla statale adriatica ed i sottopassi necessari a garantire la mobilità anche al pedoni".

La richiesta del comitato è quella di arrestare il progetto per valutare ogni aspetto di tale iniziativa, onde evitare scelte non condivise dalla popolazione residente e dagli operatori turistici. Se l’Amministrazione Comunale intendesse non fermare l’iter per valutare alternative al progetto, il comitato si dice disponibile ad un incontro tecnico per valutare ogni aspetto e possibili soluzioni diverse che mitighino le criticità ed i problemi dell’inserimento della pista ciclabile in un tratto di strada già congestionato.

"Il tratto di lungomare di Ciarnin - spiegano gli operatori - non può in nessun modo essere paragonato a quelli più a nord, sia per la distanza dal centro città che per la mancanza di uscite sulla statale adriatica. Auspichiamo che soluzioni alternative possano essere discusse in modo da salvaguardare un terzo dell'indotto del turismo per quanto riguarda l'intera spiaggia di velluto".








Questo è un articolo pubblicato il 12-02-2020 alle 19:01 sul giornale del 13 febbraio 2020 - 2241 letture

In questo articolo si parla di attualità, vivere senigallia, redazione, Sara Santini, articolo

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