Il regista greco Yorgos Lanthimos alla Piccola Fenice con “Dogtooth”

3' di lettura Senigallia 29/01/2020 - Importante appuntamento alla Piccola Fenice con il “Viaggio Intorno al Mondo in 12 Film”, organizzato da Confluenze ed il Comune di Senigallia, con il sostegno di Italia Nostra. La tappa prevista è la Grecia, e il suo maggiore rappresentante cinematografico contemporaneo, Yorgos Lanthimos con uno dei film che lo hanno reso celebre nel mondo del cinema: “Dogtooth – Kynodontas”, del 2009.

Premiato in tantissimi festival (tra cui Cannes, premio Certain Regard), nominato agli Oscar 2010 come miglior film straniero, “Dogtooth” è un film estremo, satirico e grottesco, difficile da dimenticare, la cui forza è l'essere radicato nella follia ma terribilmente credibile.

Nella periferia di una città vive una famiglia con tre figli che non hanno mai oltrepassato i confini del giardino di casa, in pieno isolamento, seguiti solo dai loro genitori e in totale assenza di contatti con il mondo esterno. La sola persona autorizzata a penetrare in questo luogo segregato è Cristina, una dipendente del padre, che assolve al compito di soddisfare i primi urgenti bisogni sessuali del figlio e che stringe una grande amicizia con la figlia maggiore.

Un giorno Cristina porta con sé un regalo per lei: una fascia per capelli con alcuni brillantini. E si aspetta in cambio qualcosa. Allevati in una sorta di fiaba senza (lieto) fine, educati all'immobilità perenne, impreparati alla libertà ed ammaestrati come cani alla cieca obbedienza, i tre ragazzi sono dei giovani in età da liceo ma fermi mentalmente alla prima infanzia, incapaci di sognare e indotti a vivere il loro inferno convinti che sia il paradiso; nella sua esasperata smania di controllo il padre ha pianificato ogni particolare, a partire dai confini che delimitano esteriormente la (micro)porzione di globo messa a loro disposizione, cercando di garantirne l'isolamento attraverso la creazione di un linguaggio neutralizzato, edulcorato, vuoto, spogliato di elementi giudicati potenzialmente pericolosi perché capaci di funzionare da ponte con il mondo reale, ed ingegnandosi nell'edificare castelli di bugie per dirottare nell'unica direzione utile qualsiasi manifestazione dello scibile umano (in una delle scene più agghiaccianti fa ascoltare ai figli Fly me to the Moon di Bart Howard - nell'interpretazione di Fred Gardner - presentandola come una canzone di un fantomatico "nonno" e producendosi in una pseudo traduzione simultanea dall'inglese farlocca, autoreferenziale e delirante).

Il progressivo disfacimento di questo universo minimo artificiale è reso egregiamente dal regista e sceneggiatore Yorgos Lanthimos, che dà larga preferenza a lunghe riprese con camera fissa dalle quali talvolta a restar fuori sono proprio i volti dei protagonisti, quasi a sottolinearne la spersonalizzazione. La messinscena è fredda e gelida, l'atmosfera claustrofobica e beffarda: Kynodontas è un pugno sordo nello stomaco, un film disturbante e sgradevole destinato a restare impresso negli occhi a lungo. (filmtv)


Lanthimos viene definito dalla critica un regista dissacrante, distopico o sconcertante, capace di sovvertire lo status quo; in questo film quello della famiglia e del suo ruolo.
Appuntamento quindi, per Giovedì 30 Gennaio ore 21 e 15 alla Piccola Fenice. Ingresso: intero 4 euro, soci Confluenze e Italia Nostra, giovani fino a 25 anni, 2 euro.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2020 alle 12:07 sul giornale del 30 gennaio 2020 - 415 letture

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