Ospedale, il comitato cittadino: anatomia semiseria del Piano Sanitario 2019/2021

ospedale di senigallia 3' di lettura Senigallia 25/01/2020 - Il Partito Dominante sta cercando di uscire dal “cul-de-sac” in cui si è cacciato con la Sanità Marchigiana ed ecco che in vista delle elezioni esce una dichiarazione del Segretario Regionale delle Marche in cui si dice che la Direzione Regionale ha approvato la programmazione e la visione futura della sanità Marchigiana.

Chiaramente di fronte a queste autocelebrazioni occorre fermare le bocce, fare mente locale e, pur nello sgomento delle dichiarazioni, essere freddi nel commentarle. Inizialmente un leggero nervosismo ci pervade ripensando a quello che abbiamo dovuto subire in termini di declassamento, impoverimento e azzeramento di alcune U.O.C. in questi 5 anni poi iniziamo ad analizzare più approfonditamente e freddamente il tema.

Di fronte alla frase “E’ positiva l’unità del Pd sul documento più importante di programmazione e di visione futura della sanità marchigiana. L’obiettivo principale è integrare sempre più il sistema sanitario con quello sociale per garantire nuovi livelli di assistenza ai cittadini, accessibili a tutti e sostenibili” con cui si ringrazia il presidente della Commissione della Sanità Fabrizio Volpini rimaniamo addirittura allibiti. Ma se in 5 anni sempre in quel ruolo in cui non è riuscito a “congelare”, come invece promesso la determina 361/2017, atto pubblico che ha dato l’impatto negativo a tutta la sanità regionale soprattutto nell’AV2 di Senigallia Jesi e Fabriano, ora d’improvviso trova le soluzioni?

Certo non è che le opposizioni abbiano brillato nel contrastare il progetto sanitario regionale, fattore principale del declassamento della sanità pubblica dei nostri Ospedali, ma le soluzioni indicate basate poi su un “monitoragio” che di fatto non esiste, ma da cui improvvisamente spuntano dati che dovrebbero poi alimentare il sistema sanitario futuro, possono essere una proposta credibile?

Continua ancora il documento con almeno due perle: il budget di spesa per la sanità mai così alto e gli investimenti sempre al top. Secondo noi quella del budget di spesa che cresce è una affermazione ben strana: il finanziamento lo decide lo Stato. E allora ci sono tre possibilità: o prima non si spendeva tutto il finanziamento ( ma anche allora governava il PD), o la Regione ci ha messo di suo (non mi pare, ma magari qualcuno ci smentisca fornendoci i dati) o è lo Stato ad avere aumentato i finanziamenti (anche questo non ci risulta). Qui siamo alla perla finale: la sanità delle Marche come eccellenza nazionale.

Nella valutazione ministeriale con gli indicatori della cosiddetta griglia LEA siamo passati come Marche dai 190 punti del 2015 ai 206 punti del 2018. E di questo si fa vanto la Regione nel comunicato stampa. Però le statistiche bisogna leggerle bene: nel 2015 le Marche erano al settimo posto e nel 2018 sono passate al nono, superate anche dall’Abruzzo che ci è sempre stato dietro. L’espressione giusta è che la nostra sanità non va così bene come si vuol far credere. Ma soprattutto nulla è stato fatto in tutti 5 anni per investire dove i dati dovevano far capire che non si stava offrendo abbastanza. Ecco perché il Piano è stato rimandato a dopo le elezioni nella speranza della poca memoria dei cittadini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-01-2020 alle 16:32 sul giornale del 27 gennaio 2020 - 1075 letture

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