Carcere. Per conoscere un modo nuovo di recuperare l’uomo che sbaglia, un incontro al Teatro Portone

2' di lettura Senigallia 11/01/2020 - “L’uomo non è il suo errore”. È una frase molto efficace, che interpella la nostra coscienza civile. Descrive in modo sintetico l’idea di base su cui è fondata l’esperienza del progetto CEC, Comunità Educante con i Carcerati.

Se ne discuterà mercoledì prossimo, 15 gennaio, al Teatro Portone, alle ore 21, in un incontro promosso dalla Scuola di Pace del Comune di Senigallia e dalla Diocesi di Senigallia. È il secondo incontro che la Scuola di Pace propone a tutta la città, inserito nel programma biennale R!soluzioni. Contare i conflitti, raccontare la Pace. Le CEC sono delle comunità alternative al carcere, promosse dalla Comunità papa Giovanni XXIII, presenti soprattutto nella provincia di Rimini. Accolgono detenuti a cui mancano non più di quattro anni di carcere prima di ottenere di nuovo la libertà.

Le strutture non prevedono celle di isolamento, non ci sono guardie carcerarie, non c’è un clima punitivo. Sono comunità in cui a tutti è richiesto un servizio a favore degli altri. Alle persone che vivono in una comunità CEC vengono proposti dei percorsi educativi, che aiutano a misurarsi con il proprio passato, a recuperare la propria autostima e a prepararsi per un autentico reinserimento nella società. Si guarda, dunque, all’uomo, non al suo errore, in un’ottica che, a partire da una proposta di fede cristiana, punta a recuperare la propria dignità umana e il senso di solidarietà con le altre persone.

Ogni detenuto ha vissuto sulla propria pelle un conflitto che lo ha portato a compiere azioni sbagliate. Superare questi conflitti, nell’ottica della giustizia riparativa, significa fare Pace con il proprio passato e porre le basi per un futuro di Pace con se stessi, con il proprio contesto familiare e sociale.

Da ormai diversi mesi, un gruppo di giovani di Senigallia, a cui si sono affiancate anche delle persone adulte, sta svolgendo un’attività di volontariato recandosi presso alcune comunità CEC. È un’attenzione che sta crescendo e che interpella la coscienza di ogni autentico costruttore di Pace. Si sta pensando di aprire anche a Senigallia una comunità CEC, coinvolgendo le tante associazioni presenti in città che sono attente al mondo dei carcerati.
Ospite della serata del 15 gennaio sarà Giorgio Pieri, uno dei fondatori del progetto CEC, insieme ad alcuni detenuti che, attraverso il racconto della loro storia, faranno capire l’importanza dei percorsi alternativi al carcere per dare nuova vita e speranza a chi ha un debito con la società.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2020 alle 10:11 sul giornale del 13 gennaio 2020 - 695 letture

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