Centro Olimpico: la parola ai volontari di Servizio Civile

3' di lettura Senigallia 13/12/2019 - E’ passato un anno dall’avvio del 3° ciclo di Servizio Civile presso il Centro Olimpico e l’esperienza è terminata nei giorni scorsi dopo dodici mesi di intensa attività a cui i giovani non si sono sottratti. Ma come è stata questa esperienza? Che cosa ha significato per i giovani volontari che si sono trovati a prestare “servizio” per 30 ore alla settimana, spesso di sabato e domenica?

L’esperienza è stata positiva per tutti, come dice Simone: “E’ stata importante, interessante e indimenticabile; un punto di partenza per il mio futuro. Spero di mettere in pratica ciò che ho appreso in quest’anno di Servizio Civile”. Stefano si sofferma sulle relazioni umane che sono alla base del progetto: “Ho imparato molto - dice - a prescindere dall’ambito sportivo. Credo di aver fatto dei passi avanti dal punto di vista sociale confrontandomi con una grande varietà di persone”. Per Martina è stata una esperienza “totalizzante perché ha modificato le mie abitudini, limato lati del mio carattere e mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco ma in modo delicato, facendomi entrare in punta di piedi nel mondo del lavoro ma allo stesso tempo facendomi avere la responsabilità di un impegno quotidiano da adempiere al meglio”.

Un anno è lungo e ci possono essere anche momenti di disorganizzazione e di confusione o di stanchezza, magari durante la formazione (sono oltre 100 le ore complessive dedicate) oppure quando l’attività è stata frenetica o ha avuto delle pause. Ma che cosa è piaciuto di più ai volontari? “Trovarmi a far parte di una famiglia dal primo momento - racconta Stefano - e rendersi utile quasi in modo indispensabile per quest’ultima; incontrare persone di qualunque appartenenza sociale e riuscirci a parlare con semplicità senza attenersi alle norme sociali che nel mondo comune dividono invece di semplificare le cose; riprendere uno sport splendido e utilizzarlo per cambiare uno stile di vita che mi stava logorando”. E l’ambiente familiare è stato colto anche da Martina: "Mi è piaciuto il clima che fin da subito ho percepito, non una fredda palestra in cui si svolge un’attività insieme, ma quasi una famiglia. La cosa che più mi ha stupito è il fatto di essermi sentita a casa, e questo solamente grazia alla gente che vi lavora, gente totalmente appassionata a ciò che fa e a ciò che insegna. E, ovviamente, mi è piaciuto giocare a ping-pong!”.

Anche se impegnativo il Servizio Civile permette di seguire i propri interessi che siano lo studio oppure le passioni, naturalmente con un minor tempo a disposizione (come sottolinea Francesco) e l’esperienza al Centro Olimpico non ha fatto eccezione, con alcuni dei volontari che hanno superato gli esami universitari che si erano prefissati.

Viene naturale chiedere ai volontari se, dopo averla vissuta, consiglierebbero ai coetanei l’esperienza di Servizio Civile. Per Martina sicuramente sì "ma solo con la consapevolezza di considerare questa attività non come un vero e proprio lavoro ma piuttosto come un’esperienza di crescita personale; riducendo al minimo le aspettative di una crescita lavorativa”. Anche Stefano è d’accordo ma con una angolazione differente: “Consiglierei il SC ai miei coetanei più piccoli - dice - ma non ai più grandi perché penso che il grande vantaggio sociale che ne deriva debba essere qualcosa di immediato appena chiunque si ritrovi a fare parte del mondo degli adulti (specialmente in un era così “social” digitalmente parlando)”. Un po’ dubbioso è Francesco che non lo consiglierebbe a tutti mentre per Simone “è un’ esperienza unica e formativa che dura solo un’ anno e rappresenta un importante momento di crescita sociale e civile”.
Mercoledì 11 per questi ragazzi si è chiuso un periodo unico della propria vita ed il Tennistavolo li ringrazia per l’impegno e la serietà che hanno avuto in tutto l’arco del servizio e si augura che l’esperienza abbia contributo a renderli cittadini più consapevoli.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-12-2019 alle 12:40 sul giornale del 14 dicembre 2019 - 226 letture

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