Quando la voce si fa sentire: la passione di Giacomo Treviglio

4' di lettura Senigallia 29/11/2019 - Il giovane doppiatore senigalliese Giacomo Treviglio ha da poco preso parte al noto film ‘’Tolkien’’. Ci racconta il suo percorso e le sue ambizioni.

Edoardo Diamantini: Quando e come nasce la tua passione per il doppiaggio?

Giacomo Treviglio: La passione per il doppiaggio nasce un po’ per caso in realtà. Fin da quando ero piccolo sono sempre stato appassionato di recitazione, ma venendo da una realtà che con la stessa non aveva niente a che fare, prima di buttarmici è passato un po’ di tempo. Poi però, quasi per scherzo, ho iniziato a divertirmi ridoppiando delle scene di film che mi erano piaciuti, in maniera molto amatoriale: con un microfono che mi era stato regalato da Alessia, la mia ragazza. Dopo qualche mese, inaspettatamente, ho vinto un concorso con la Disney Pixar e mi sono ritrovato a Roma in una sala di doppiaggio a doppiare delle scene di ‘’Inside Out’’, proiettate durante la première del film. Da li poi, grazie anche al sostegno dei miei genitori, è iniziato tutto.

Edoardo Diamantini: Nonostante la tua giovane età hai già avuto la possibilità di prendere parte ad eventi cinematografici e documentari, tra l’altro non sempre in qualità di doppiatore, sicuramente importanti. Quanta la soddisfazione? Quanta la fatica per raggiungere questi livelli?

Giacomo Treviglio: Come accennavo, venendo da una realtà molto distante dal mondo del cinema, è stata dura, ma lo è anche adesso, perché sono solamente agli inizi e la strada è più che in salita! All’inizio ho lavorato anche come aiuto segretario di produzione sia per set cinematografici (tra cui quello de “I Nostri Figli” girato a Senigallia) che per la televisione con ‘’XFactor’’ e devo dire che queste esperienze mi hanno dato molto conoscendo anche persone fantastiche. Poi ho preso una decisione, e mi sono buttato totalmente sulla recitazione e sul doppiaggio, capendo che per andare avanti avrei dovuto dare il massimo. Per lavorare in questo campo è necessaria una grandissima forza di volontà, perché le insidie sono molte e con i tempi che corrono (soprattutto nel doppiaggio) è sempre più difficile, ma se si tiene duro, anche le soddisfazioni possono essere tante. Come doppiatore ho avuto la fortuna di lavorare a 9 progetti tra film, serie-tv e documentari Rai in 1 anno, sempre piccoli ruoli essendo all’inizio. Ma alla fine sono dei traguardi. Proprio qualche settimana fa, mi sono poi ritrovato a lavorare in sala di doppiaggio al fianco di Carlo Verdone, che dire? Fantastico! Nel doppiaggio devo tanto alla direttrice Fabrizia Castagnoli che è la prima persona che ha creduto veramente in me e mi ha fatto fare la mia prima vera esperienza di lavoro sul film ‘’Widows’’ del regista premio Oscar Steve McQueen.

Edoardo Diamantini: A quale attore ti piacerebbe di ‘’prestare la voce’’ un giorno? Quale il tuo genere di film che, a livello professionale, preferisci?

Giacomo Treviglio: Un attore che ultimamente mi sta piacendo davvero molto è Timothée Chalamet. È un ragazzo davvero talentuoso, ma per questioni di tonalità, penso di non essere adatto a lui come voce. Per quanto riguarda i generi, crescendo mi sono appassionato molto ai film che raccontano storie vere o che comunque si ispirano ad esse. Mi emoziono facilmente e mi lascio molto trasportare dalle storie delle persone, quindi penso che sia come doppiatore che come attore, questo è il genere che preferisco. Allo stesso modo, se mi chiamassero offrendomi una parte su ‘’Stranger Things’’, direi di si senza pensarci due volte! (Ride, N.d.R.)

Edoardo Diamantini: Obbiettivi ed ambizioni per il futuro?

Giacomo Treviglio: Sono da poco entrato nel Laboratorio di recitazione cinematografica del regista Francesco D’Ignazio, con il quale porterò avanti la mia formazione fino a giugno. Avendo già preso parte come protagonista a due cortometraggi girati a Roma, sento che la recitazione cinematografica è qualcosa che mi riempie di soddisfazioni e che quindi vorrei portare avanti. Sogno un giorno di tornare a vivere a Senigallia, perché lo stile di vita che offre è l’opposto di quello caotico di Roma (che resta una città magnifica, ma con troppi problemi) e spostarmi a seconda dei progetti ai quali prenderò parte.








Questa è un'intervista pubblicata il 29-11-2019 alle 23:39 sul giornale del 02 dicembre 2019 - 1815 letture

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