Senigallia: Strisce pedonali: inutili, pericolose e molto costose. Eliminiamole tutte!

2' di lettura Senigallia 27/11/2019 - Sono uno dei pochi che ha l'abitudine di fermarsi per far attraversare i pedoni sulle strisce pedonali. Questa mattina sono stato protagonista di un episodio che mi ha fatto capire quanto sbagliassi. Chiedo perdono: non lo farò più.

Eppure avrei dovuto capirlo prima. Solo quest'anno, 2019, due volte sono stato tamponato per essermi fermato per permettere l'attraversamento dei pedoni sulle strisce pedonali. La prima volta a marzo in viale Leopardi e la seconda a ottobre in via del Molinello. Lo sa bene il mio assicuratore. Ero stato avvertito, ma io sono cocciuto e quando mi metto in testa un'idea strampalata come quella di rispettare le strisce pedonali faccio fatica a cambiarla. Oggi finalmente ci sono riuscito.

Avevo appena lasciato mio figlio a scuola per dirigermi in redazione quando in via Camposanto Vecchio, proprio di fronte all'ingresso dell'Ospedale, vedo una signora ferma sulle strisce pedonali. Mi fermo. La signora, sorpresa e quasi lusingata dalla mia premura, a gesti mi fa capire che non deve attraversare, forse aspetta qualcuno. Non faccio nemmeno in tempo a ripartire che un'altra auto mi sorpassa invadendo la corsia opposta.

Così finalmente ho capito. Le strisce pedonali sono un vezzo per quegli automobilisti che hanno qualche problema con la propria coscienza e vogliono sentirsi migliori permettendo l'attraversamento a qualche pedone. Ma così facendo bloccano il traffico, ostacolano la circolazione, diventano pericolosi per se e per chi li segue che magari, avendo fretta e procedendo a velocità sostenuta, non riesce a fermarsi.

I pedoni non le usano. Attraversano ovunque o si fermano sulle strisce senza motivo. E sono costosissime! Ogni anno il Comune di Senigallia spende decine di migliaia di euro per la gestione delle strade. Una bella fetta di questa spesa serve a ridipingere le strisce pedonali: soldi sprecati che sarebbe meglio utilizzare per sistemare le buche.






Questo è un editoriale pubblicato il 27-11-2019 alle 09:26 sul giornale del 28 novembre 2019 - 2023 letture

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