La Lega sull'arrivo del 5G: "I Comuni devono dotarsi di appositi regolamenti"

2' di lettura Senigallia 07/10/2019 - Entro il mese di dicembre 2022 diventeranno operativi i nuovi sistemi per le comunicazioni mobili con tecnologia 5G (quinta generazione di telefonia mobile), in grado di trasferire una quantità di dati enormemente superiore a quella possibile con l’attuale tecnologia 4G.

Appena la banda “700 Mhz”, attualmente occupata da taluni canali televisivi, sarà liberata tali frequenze potranno essere utilizzate per la telefonia mobile, ma ben prima del 2022 i gestori dei sistemi di comunicazione cercheranno di accaparrarsi i nuovi siti ove collocare le nuove antenne. Proprio per tale motivo gli Enti Pubblici ed in primis i Comuni non debbono farsi trovare impreparati poiché l’impreparazione determinerà verosimilmente una collocazione caotica ed arbitraria delle nuove antenne. In previsione di questo evento, la Regione Marche, in attuazione dei principi dettati dalle Leggi nazionali per la protezione della popolazione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, con LR n. 12 del 30.03.17, pubblicata sul BUR n. 40 del 06.04.17, ha obbligato i Comuni di dotarsi di specifici Regolamenti Comunali per assicurare il corretto insediamento urbanistico degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione.

A tal proposito si riportano testualmente i commi 1 e 2 dell’art. 6 della citata Legge Regionale: “1. I Comuni, singolarmente o in forma associata, anche sulla base dei piani di rete e dei programmi di sviluppo di cui all’articolo 11, approvano un regolamento comunale o intercomunale per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, anche modificando gli strumenti di programmazione urbanistica. 2. I Comuni, singoli o associati, individuano altresì nel proprio territorio i siti più idonei per la localizzazione di nuovi impianti e per la delocalizzazione di quelli esistenti, anche adeguando i propri strumenti urbanistici, secondo modalità che garantiscono la partecipazione dell’ARPAM, dei gestori e dei portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati ai sensi della normativa statale vigente”. Inoltre, la suddetta Legge Regionale ha imposto ai Comuni di dotarsi di tale strumento entro il 21.04.2018, cosa che il Comuna di Senigallia non ci risulta abbia fatto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-10-2019 alle 21:41 sul giornale del 08 ottobre 2019 - 663 letture

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