NeroGiardini: Brand e servizi all'avanguardia per andare avanti con ottimismo

4' di lettura Senigallia 21/09/2019 - ". . . Per superare la crisi è necessario avere piena consapevolezza che si opera in un mercato globale dove brand e organizzazione aziendale sono indispensabili. Il MICAM utile per le public relations . . ."

Archiviato il MICAM è ormai tempo di bilanci per gli oltre 2000 espositori che vi hanno partecipato; il MICAM 2019, come del resto capita ormai da tanto, per molti motivo di soddisfazione e per altri di delusione.

“Certo è che se vai al MICAM con lo spirito di decine di anni fa dove durante la manifestazione fieristica si compilavano ordini per migliaia di paia di scarpe, oggi non si può che rimanere fortemente amareggiati. Se invece partecipi con l’obiettivo di instaurare nuovi rapporti allora qualche gratificazione la ottieni.”

Questo è quanto ci ha detto Enrico Bracalente della Nero Giardini all’indomani della Fiera Milanese che “… è sicuramente una tra le più importanti se non la più importante vetrina mondiale del settore calzaturiero…

A lui che è a capo di una delle aziende più rappresentative del comparto calzaturiero abbiamo rivolto qualche domanda. In un modo o nell’altro lei riesce sempre a sorprenderci; se non sbaglio da un paio di anni aveva smesso di partecipare al MICAM e poi la ritroviamo con il suo stand a Milano. Come mai?

La mancata e sempre più distante ripresa italiana, il rallentamento della crescita a livello globale ed una insistente stagnazione dei mercati inducono a cercare nuovi sbocchi e quindi nuovi contatti in aree geografiche dove ancora non siamo strutturalmente presenti. Il MICAM rappresenta quindi una opportunità in questo senso. Un luogo, un momento in cui farsi conoscere per allacciare nuovi rapporti.

Che aria ha respirato al MICAM? Sensazioni positive o negative.

Come ho già detto non siamo tornati a Milano con l’obiettivo di scrivere ordini ma di conoscere nuovi potenziali clienti; un risultato che posso dire di aver pienamente raggiunto. Tanti sono stati i compratori interessati al nostro brand ed alla nostra organizzazione aziendale. Molti contatti con i paesi dell’est Europa e con quelli dell’area mediterranea. Per il resto credo che non siamo ancora pienamente entrati nell’ottica della globalizzazione; un concetto che penso non sia stato ancora ben compreso in tutti i suoi risvolti; non so se è chiaro ma siamo da più di un decennio in un unico mercato globale dove si sono fortemente allentate le barriere protezionistiche e per competere bisogna senza ombra di dubbio essere ben strutturati da un punto di vista commerciale ed avere un brand appetibile.

In tanti pensano che la soluzione per recuperare fatturato in un mercato globale possa essere l’e-commerce; gli investimenti della Bag spa, almeno al momento, sembrano andare in una direzione diversa; come un ventennio fa sulla delocalizzazione, mentre l’orientamento dei più andava in un senso, oggi lei sceglie come in passato una strada differente; può spiegarci le ragioni della sua riluttanza nei confronti dell’ ecommerce?

Esistono analisi e studi molto indicativi sull’evoluzione dell’e-commerce nei quali, per farla breve, si parla di costi più che ragguardevoli relativi ai resi del consumatore e al trasporto gratuito delle merci. Dunque variabili non certo trascurabili nell’economia di un’impresa. E poi io sono fermamente convinto che soltanto un bravo commesso possa esaltare le qualità di un prodotto; questo è per me un “valore aggiunto” che non troverai mai in nessuna piattaforma di ecommerce per quanto possa essa fornire dettagli specifici su un determinato prodotto.
Il consumatore finale ama essere consigliato nei propri acquisti. Fondamentalmente queste le ragioni che stanno alla base delle mie scelte attuali; la nostra nuova logistica che a livello sperimentale dovrebbe muovere i primi passi già ad ottobre è alla base delle nostre strategie future.

Oltre ad un buon prodotto e ad un brand affermato e quindi riconoscibile dal consumatore, vogliamo offrire ai clienti, nostri principali interlocutori, soluzioni Business-to-business che consentano loro riassortimenti in tempi rapidi senza doversi appesantire con approvvigionamenti antieconomici.



di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 







Questo è un articolo pubblicato il 21-09-2019 alle 13:42 sul giornale del 23 settembre 2019 - 418 letture

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