Senigallia. Michele Pinto: "Di un festival epicureo c'era bisogno perché voglio vivere in mezzo a gente felice"

4' di lettura Senigallia 24/08/2019 - Michele Pinto, direttore di Vivere Senigallia, è anche l'anima organizzatrice del "Primo Festival Epicureo: Amicizia, filosofia della felicità" che si terrà a Senigallia dal 30 agosto al 1 settembre. Gli abbiamo chiesto cosa aspettarci da questa iniziativa così particolare.

Vivere Senigallia: Innanzi tutto raccontaci chi era Epicuro.
Michele Pinto: Epicuro era un filosofo greco dalle idee particolarmente lucide ed originali vissuto 2.300 anni fa. Sosteneva che lo scopo della filosofia sia curare i mali dell'anima per permettere all'uomo di essere felice. Per rendere l'uomo felice sono necessarie alcune cose: la più importante è l'amicizia, e di questo parleremo in tutto il festival, la consapevolezza di quello che davvero abbiamo bisogno e una massiccia dose di ottimismo. Per Epicuro il bicchiere è sempre mezzo pieno, perché se ci ostiniamo a guardarlo mezzo vuoto, se perdiamo tempo a lamentarci, non avremo tempo per essere felici.
Ovviamente l'opera di Epicuro è molto più vasta di così. Epicuro diede importanza ai nostri sensi, quasi una parziale anticipazione del metodo scientifico di Galielo, credeva che il mondo fosse formato da atomi, teorizzò una teoria dell'evoluzione due millenni prima di Darwin e soprattutto visse felice e coerente con le proprie idee.

Vivere Senigallia: come è nata la tua passione di Epicuro? E da dove viene il busto di Epicuro che da sempre fa bella mostra di se nella nostra redazione?
Michele Pinto: Al Liceo Medi mentre il professor Nardini spiegava Lucrezio nella primavera del 1991. Fino a quel momento la filosofia era stata una gran delusione. Filosofi che negavano la realtà, paradossi, il mondo composto di aria, di fuoco, di semi, il mondo delle idee... anche i dialoghi platonici con Socrate presentano forti carenze di logica. Quando ho trovato un filosofo così concreto è stata una boccata d'aria. Come non far proprio un pensiero che vuole solo aiutarmi ad essere felice? Era quello che avevo sempre aspettato.
Ma forse ero epicureo già da molti anni e non lo sapevo.

Vivere Senigallia: In che senso?
Michele Pinto: Sin da quando ero molto piccolo mia madre la sera rimboccandomi le coperte mi chiedeva se quel giorno fossi stato felice. Da parte sua era solo una premura affettuosa. Ma io che sono sempre stato incline alla riflessione prendevo molto seriamente la domanda e nel tentativo di darle una risposta completa mi chiedevo cosa nella giornata mi aveva reso felice e cosa no.
Inoltre, sempre mia madre mi ripeteva spesso il proverbio "Chi si accontenta gode". Credo sarebbe difficile riassumere meglio, in quattro parole, la filosofia di Epicuro.

Vivere Senigallia: Torniamo al busto di Epicuro...
Lo ha realizzato la bravissima scultrice senigalliese Monica Rafaeli. Io amo la sua arte. Al busto di Epicuro sono affezionatissimo e da molti anni sta con me in redazione. I maestri epicurei erano soliti consigliare ai giovani discepoli "Agisci sempre come se Epicuro ti guardasse". Io lavoro sotto lo sguardo di pietra di Epicuro. Chi ci legge potrà vederlo nella mostra di Palazzetto Baviera.

Vivere Senigallia: Frase più celebre di Epicuro è il famoso láthe biósas, vivi nascosto. Dedicare un festival ad Epicuro non è un controsenso?
Michele Pinto: Si.

Vivere Senigallia: E allora perché lo hai organizzato?
Michele Pinto: Non potevo farne a meno. In questi anni grazie ad Internet ho conosciuto tanti amici epicurei. E pian piano la voglia di incontrarci è cresciuta. Così li ho chiamati tutti a tenere una lezione di epicureismo a Senigallia. Man mano la cosa è cresciuta quasi senza che me ne rendessi conto.
Ma c'è anche un altro motivo. Vivere in mezzo a persone felici è meglio che vivere tra gente triste: se posso condividere i consigli di Epicuro con i miei concittadini ci guadagneremo tutti.

Vivere Senigallia: Da cosa il festival di Senigallia si differenzia dagli altri festival di filosofia?
Michele Pinto: A Senigallia parleremo solo del pensiero di Epicuro. Questo dimostra che la filosofia può essere vissuta, è una cosa concreta, non un pensiero astratto, un gioco della mente. Inoltre abbiamo inaugurato un nuovo format: incontri brevissimi: in mezz'ora il relatore esporrà il suo tema e ci sarà anche il tempo per le domande. Questo perché siamo ad agosto a Senigallia, è caldo ed il mare è una tentazione troppo forte per resistere più a lungo. E soprattutto perché un incontro di mezz'ora non può e non deve spaventare nessuno. Nemmeno chi non ha mai studiato filosofia.

Vivere Senigallia: C'è qualche appuntamento che ti senti di consigliare più degli altri?
Michele Pinto: I relatori sono tutti miei amici e voglio davvero bene a ciascuno di loro, non farei mai preferenze. Però due relatori una menzione particolare la meritano. Sono Grazia Talia Calvi che a 89 anni di età viene per noi da Corato (Ba) e Don Vittorio Mengucci, 84 anni, che è il simbolo della filosofia nella nostra città.






Questa è un'intervista pubblicata il 24-08-2019 alle 23:32 sul giornale del 26 agosto 2019 - 1090 letture

In questo articolo si parla di cultura, vivere senigallia, redazione, intervista, Sara Santini

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