A tavola con Epicuro: la ricerca di Niko Pizzimenti

4' di lettura Senigallia 23/08/2019 - La tavola che Epicuro apparecchiava per i suoi amici era di solito molto semplice perché il maestro considerava la semplicità un valore. Ma non un valore assoluto perché, diceva, "apprezza di più l’abbondanza chi non ne è assuefatto". E una volta al mese, con i suoi amici, festeggiava. Non sappiamo esattamente come era inbadita la tavola durante questi festeggiamenti, ma lo chef Niko Pizzimenti ha ricostruito uno di questi banchetti. E ce lo farà assaggiare.

Per prima cosa è stato necessario ritrovare tutte le frasi in cui Epicuro ed i suoi biografi parlano di cibo. Sono poche, stanno sulle dita di una mano. Eccole:

Plutarco nelle Plutarco, Vite Parallele (Demterio 34-3) ci racconta delle fave, alimento che generalmente era disdegnato dagli altri filosofi, Pitagora per primo.
"In quella circostanza (l'assedio di Atene del 307 a.C.), raccontano gli storici, il filosofo Epicuro sostentò i suoi compagni distribuendo fra loro delle fave rigorosamente contate".

Diogene Laerzio, la nostra principale fonte di informazioni su Epicuro, ci racconta la sua passione per il formaggio. (Vite e dottrine dei più celebri filosofi, Libro X 11)
"Egli stesso nelle sue lettere afferma che si contentava di acqua e di un po’ di pane; e dice: «mandami un pentolino di cacio, perché possa scialarmela con quello quando ne abbia voglia»."
E, nel capitolo successivo parla del vino:
"Come racconta anche Apollodoro ... una vita modestissima e frugalissima: si contentavano, dice, di una ciotola di vinello modesto, ma in genere la loro bevanda era acqua."

È Epicuro stesso, che nella celebre lettera a Meneceo (130) ci parla dei cibi semplici:
"I cibi frugali danno lo stesso piacere che un cibo sontuoso, una volta che sia eliminato il dolore che viene dal bisogno; una focaccia e un sorso d’acqua danno il più alto piacere a chi li gusti avendone realmente bisogno."
E, poco più sotto (132) mette in guardia dai banchetti troppo raffinati:
"Quando dunque diciamo che il piacere è un bene, non alludiamo affatto ai piaceri dei dissipati che consistono in crapule... né il mangiare pesci e tutto il resto che una ricca mensa può offrire è fonte di vita felice."

Ma Epicuro non condanna il piacere del cibo in se. Semplicemente ci mette in guardia dal diventarne assuefatti. E se lo concede, con moderazione, il 20 di ogni mese. Ce lo ricorda lui stesso nel suo testamento: "I proventi ricavati dai beni lasciati da me (...) siano, per quanto è possibile, suddivisi (...) per la riunione di tutti i nostri compagni in filosofia il venti di ogni mese,"

Lo chef Niko Pizzimenti è esperto di cucina mediterranea e sa bene cosa mangiavano gli antichi greci. Così ha ricostruito, partendo da queste semplici frasi, un menù degno delle celebrazioni che Epicuro svolgeva nel suo giardino.

Ecco il menù:

– Trio di dip: Babaganoush, barbabietola, tzatziki con pita greca e gyros di maialino
– Saganaki alla griglia (formaggio) e miele di girasole
– Totani alla griglia con crema di fave
– Mousse di yougurt greco stile Santorini
Vino: Verdicchio

Il menù è disponibile esclusivamente sabato 31 agosto alle ore 13:30 e su prenotazione al prezzo di 40€.
Sepia Maditerranean Food by Niko, piazza del Duca Senigallia.
https://www.bynikocucina.it/
338.4485682


Epicuro non era vegetariano
Spesso capita di trovare, nell'elenco dei personaggi storici vegetariani anche il nome di Epicuro. Effettivamente esistono alcune testimonianze in tal senso, che vengono inevitabilmente equivocate da chi vuol leggerci quello che desidera leggere.
Ad Esempio San Girolamo ci dice: "Epicuro, sostenitore del piacere, non fece che riempire tutti i suoi libri di ortaggi e frutta, e disse che bisogna vivere di cibi semplici, perché le carni e le vivande raffinate si preparano con grande affanno e fatica, e vi è maggior pena nell’apprestarle che non piacere nel fruirne..."
Ma noi sappiamo che Epicuro aveva fatto della moderazione la sua bandiera ed escludere un alimento per principio proprio non rientra nelle sue corde. Di certo normalmente preferiva altri cibi, ma all'occasione non c'è dubbio che gli capitasse di mangiare anche carne.
"Essere in grado di vivere felici con un cibo semplice e non ricercato fa bene alla salute e (...) ci fa apprezzare di più i piccoli lussi che a volte la sorte ci regala..." (Lettera a Meneceo).








Questo è un articolo pubblicato il 23-08-2019 alle 23:59 sul giornale del 26 agosto 2019 - 2584 letture

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