Crisi di governo, Mangialardi: "Eventuale nuova maggioranza non è inciucio, ma prerogativa parlamentare"

3' di lettura Senigallia 23/08/2019 - Mi sembra che le prime consultazioni condotte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbiano fatto emergere due prospettive piuttosto chiare circa il futuro dell’attuale legislatura: la formazione di un nuovo governo politico o l'immediato ritorno alle urne.

Come ho già avuto modo di dire, credo che allo stato attuale, se ve ne saranno le condizioni, sarebbe utile al Paese la formazione di una nuova maggioranza intorno all’asse Partito Democratico-Movimento 5 Stelle per dare vita a un governo in grado di affrontare le immediate sfide a livello nazionale e internazionale, ma anche, in netta discontinuità con il precedente esecutivo, di risollevare l'Italia dal baratro economico-sociale e dal degrado istituzionale che in soli 14 mesi la hanno isolata nel contesto europeo e ne hanno imbarbarito il clima politico con una costante campagna elettorale volta a ricercare esclusivamente e ossessivamente un nemico da odiare.

Una responsabilità, questa, che ricade in maniera preponderante sull’ex vicepremier ed ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale, non pago di aver contribuito a sfigurare culturalmente il Paese, oggi, incredibilmente, vorrebbe continuare a dettare l’agenda politica dopo essere stato lui ad aprire una crisi al buio, presentando una mozione di sfiducia al presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Una situazione tutta da ridere, non fosse per le oscure ombre che si allungano sul futuro dell’Italia e il delirio di onnipotenza di un leader politico che sente impunemente di potersi rivolgere al popolo per rivendicare pieni poteri. Pulsioni frutto di ignoranza e qualunquismo che in questi anni sono stati e continuano a essere fomentati ad arte da formazioni politiche come la Lega.

Che altro rappresentano, altrimenti, le ridicole accuse di inciucio che Salvini sta rivolgendo a Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, impegnati a tentare di risolvere la crisi, vale la pena ripeterlo, da lui creata? Per quale motivo l’accordicchio che per 14 mesi ha tenuto in piedi il governo giallo-verde avrebbe dovuto rappresentare un’opzione politica con una sua dignità, mentre un eventuale accordo tra altre forze escludente la Lega no?

Comprendo che l’allergia alle regole democratiche e, in particolare, alla Costituzione, possano annebbiare la visione dell’ex ministro dell’Interno, ma forse sia lui che i suoi sostenitori farebbero bene a ricordare che quella italiana è e continua a essere una democrazia parlamentare, e che quindi il fulcro della sovranità popolare (termine che la destra italiana evoca continuamente, ma sempre a sproposito) risiede appunto nel Parlamento, quale spazio politico e istituzionale di confronto, dialogo e mediazione.

Anche per questo è necessario e auspicabile che nasca un nuovo governo fondato su una nuova maggioranza: perché di calunnie e bugie volte ad alimentare la rabbia sociale e il consenso malato di chi la cavalca ne sono state sparse davvero troppe. E se non si pone immediato rimedio il gioco rischia di diventare pericoloso.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-08-2019 alle 16:25 sul giornale del 24 agosto 2019 - 1097 letture

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