Processo centrali Biogas: "Nelle Marche green profit"

3' di lettura Senigallia 18/07/2019 - Il Tribunale penale di Ancona ha definito il giudizio di primo grado del processo sulla vicenda delle Centrali Biogas nelle Marche, condannando un dirigente della Regione Marche, un consulente accusato di esercitare la sua influenza e le sue relazioni per ottenere le autorizzazioni necessarie ad installare gli impianti di biogas in vari Comuni marchigiani, nonchè 3 noti imprenditori marchigiani.

Il processo riguarda i rapporti tra funzionari della Regione Marche ed imprenditori che ottenevano le autorizzazioni necessarie ad installare impianti di biogas e beneficiavano di erogazioni di fondi pubblici. Il Tribunale non solo ha emesso un sentenza di condanna , ma anche disposto la confisca di beni a carico degli imputati per un valore complessivo di € 1.689.000 ed un danno da risarcire a favore della Regione Marche, del Gestore dei servizi energetici spa. società controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che ricopre un ruolo centrale nell'incentivazione anche economica e nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia , nonché a favore dell’Unione Nazionale Consumatori . E’ questo il riconoscimento di un’attività che parte da lontano e risale ai vari incontri che l’Unione nazionale Consumatori tramite il proprio coordinatore regionale avv. Corrado Canafoglia ha svolto per informare i residenti dei vari comuni ove tali centrali venivano autorizzate e si conclude nella costituzione di parte civile nel processo che ha portato alla citata condanna, seppur ancora soggetta ad impugnazione , ma pur sempre una condanna.

Le energie rinnovabili sono la nuova frontiera per cercare di migliorare l’ambiente che ci circonda, ma tali pratiche virtuose vanno perseguite nel rispetto delle regole. Purtroppo assistiamo a livello nazionale a continui scandali cui seguono indagini penali, perché qualche imprenditore pensa di essere più furbo degli altri e magari con il favore di rappresentanti delle Istituzioni preposte ai controlli o al rilascio delle autorizzazioni ottiene benefici che non gli spettano, e così il progetto nazionale di spostare la nostra economa dalle energie fossili – combustibili a quelle rinnovabili fallisce anche perché le risorse economiche vengono mal destinate. Il nostro impegno a favore del rispetto delle regole e dei consumatori è quotidiano e totale in ogni settore, spesso ci battiamo contro i “poteri forti”, talora contro imprenditori che vanno oltre le regole o contro Amministrazioni Pubbliche che dimenticano l’art. 97 della Costituzione, che prevede il principio del buon andamento dell’attività della pubblica amministrazione.

La Sentenza del Tribunale di Ancona sul processo del biogas è un tassello importante perché ci spinge a proseguire nella strada della tutela del consumatore , che altro non è che la tutela di ogni singolo cittadino che deve fronteggiare soprusi ed abusi, riconoscendoci quel ruolo che svolgiamo con forza ogni giorno e che a qualcuno da molto fastidio: pazienza ! Un’ultima riflessione : la sentenza ha accertato un modus operandi nella Regione Marche che non può e non deve essere considerato normale ! L’accusa riscontrata dal Tribunale è quello di aver creato un cartello di aziende colluse con funzionari regionali , pilotando addirittura la legislazione regionale in spregio dei dettami dell’UE, così costruendo centrali biogas senza la preventiva valutazione di impatto ambientale, il tutto con scambio di favori , addirittura tramite il regalo di un orologio Mont Blanc ad un funzionario regionale, parte di una tangente secondo la ricostruzione della Procura. A tali comportamenti non intendiamo assuefarci , noi ci siamo e continuiamo le battaglie per il rispetto dei diritti civili di ogni cittadino.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2019 alle 16:02 sul giornale del 19 luglio 2019 - 875 letture

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