Ostra Vetere: presentata la pubblicazione sulla città romana di Ostra al Polo Museale "Terra di Montenovo"

4' di lettura 18/07/2019 - Nell’ambito delle manifestazioni dedicate ai “Sapori di Roma”, promosse dalla amministrazione comunale di Ostra Vetere per la valorizzazione dell’area archeologica della città romana di Ostra antica, si è tenuta giovedì 18 luglio, presso la Sala Conferenze “Paolo Marulli” del Polo Museale “Terra di Montenovo”, la presentazione della pubblicazione sulla “Città romana di Ostra”, lo splendido volume illustrativo, curato dagli autori professore Pierluigi Dall’Aglio e professoressa Carlotta Franceschelli che sono intervenuti alla manifestazione, dedicato alle scoperte archeologiche susseguitesi in questi 13 anni di scavi.

Pier Luigi Dall'Aglio è professore associato del Dipartimento di Storia Culture Civiltà e professore a contratto del Settore scientifico disciplinare di Topografia Antica presso l’Università degli Studi di Bologna, da anni impegnato nelle campagne di scavo nell’area archeologica delle Muracce di Ostra Vetere. A lui sono state affidate le direzioni degli scavi nella città romana di Ostra, nella limitrofa città romana di Suasa e presso la chiesa di Santa Marina in Portuno di Corinaldo. Al suo attivo sono inoltre numerose altre pubblicazioni sulla viabilità antica di Parma, nella bassa pianura parmense e nell’intera regione Emilia Romagna. E’ quindi un profondo conoscitore dei siti archeologici emiliano-romagnoli e marchigiani.

Carlotta Franceschelli, dell'Università francese “Blaise Pascal” di Clairmont Ferrant, segue da anni gli scavi alle Muracce e ha al suo attivo una corposa pubblicistica sugli scavi archeologici che spaziano dalle funzioni, strutture, utilizzazione degli spazi pubblici e della dimensione politica nella città romana, alla definizione dei percorsi simbolici, ai processi di romanizzazione dell’Italia del Nord, alla geomorfologia e controllo antropico dello sviluppo di alcune città adriatiche, ai paradigmi interpretativi, valenza paesaggistica, significato storico sulla centuriazione romana, all'influenza dei modelli architettonici di Roma in Italia centrale e particolarmente nel foro di Ostra.

I due relatori hanno affrontato il tema della nostra città antica, che sorge su una terrazza alluvionale nella parte bassa della valle, sulla riva sinistra del fiume Misa. La sua nascita si riferisce alla lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo del 232 a.C., quando l'arrivo di nuovi coloni portò alla fondazione di una serie di “praefecturae” che fornivano i "servizi" a cui i nuovi arrivati avevano diritto ma che non potevano beneficiarne a causa della distanza da Roma. Essendo centri di "servizio", le “praefecturae” erano situati in luoghi facilmente accessibili e collegati alla principale rete di comunicazione del territorio. E Ostra si trovava all'incrocio tra la strada che collegava la colonia di Sena Gallica a Sentinum e la strada che collega tra loro tutti i centri delle valli centrali delle Marche.

Come la maggior parte delle praefecturae, durante il I secolo a.C., Ostra divenne un “municipium” con il proprio territorio, mentre la fine della città può essere datata tra il VI e il VII secolo d.C., quando prima la guerra tra Goti e Bizantini e poi l'arrivo dei Longobardi portò all'abbandono definitivo del centro che non poteva più essere difeso. Gli scavi condotti negli ultimi anni si sono concentrati sulla zona centrale della città, scoprendo diverse strutture relative al foro, che risalgono fra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. Di particolare interesse è un sistema di piccole fosse che originariamente ospitava i pali che contenevano le corde utilizzate per creare corsie per l'accodamento degli elettori nelle periodiche elezioni delle cariche municipali.

Oltre alle varie strutture individuate, in particolare tre templi, uno dei quali circolare, e un ninfeo, gli scavi hanno portato alla luce la maggior parte della strada che delimita questo settore centrale e i cui segni delle ruote dei carri che la percorrevano sono presenti nella superficie di questa strada pavimentata in basalto, ritenuta la principale arteria stradale che attraversava la città. Il graduale abbandono della città è attestato da oltre 100 tombe che dal periodo tardo antico fino al medioevo occupavano l'area del foro. Ciò sarebbe stata la conseguenza della perdita della funzione originaria del forum e anche della probabile conversione del tempio principale della città in una chiesa cristiana. Tale trasformazione giustificherebbe il fatto che le mura dell'antico tempio sono le uniche rimaste per sempre visibili, attestando la presenza dell'antica città romana nei secoli successivi e motivando la denominazione di “Muracce” attribuita alla contrada ormai abbandonata.

I recenti scavi, puntualmente documentati dalla pubblicazione del volume presentato, hanno destato rinnovato interesse per le memorie storiche locali e non vi è dubbio che ulteriori clamorose scoperte potranno essere acquisite se potranno proseguire, come si vorrebbe, ulteriori campagne di scavi anche nei prossimi anni. Tutto ciò è stato ampiamente illustrato nel corso del convegno conclusosi con l’offerta ai partecipanti di una degustazione di vini.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2019 alle 23:00 sul giornale del 19 luglio 2019 - 963 letture

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