Investimenti, dall’ABC alle formule magiche

3' di lettura Senigallia 20/06/2019 - Se una volta l’investimento era visto come una materia appannaggio di una ristretta elite di esperti del mondo della finanza, realtà rarefatta e astratta a cui accedere solo dopo un tirocinio lungo e laborioso, oggi, grazie alla diffusione esponenziale delle società di consulenza, fisiche e online, e alla possibilità offerta dalla rete di formarsi una discreta conoscenza dell’abc di ogni disciplina, un individuo qualunque può guardare all’investimento con una potenziale risorsa da sfruttare.

Certamente, parliamo comunque di qualcosa da non prendere mai sottogamba, né con leggerezza (le conseguenze potrebbero rivelarsi catastrofiche); esistono delle regole che è possibile stabilire onde evitare di incappare in spiacevoli sorprese. Le formule magiche, esistono, invece?

Il cliente al centro? Rispondiamo subito al quesito appena esposto: No! Non esistono formule magiche per aprire le porte del paradiso. In generale, comunque, a meno che non siate già dei nababbi, la finanza non ha alcun paradiso da offrire. Una maggiore serenità economica sì, ed è quella a cui occorre aspirare. Ecco, se proprio volessimo individuare un’espressione che condensi l’approccio più corretto al mondo degli investimenti, esso potrebbe essere sintetizzato con il delfico “Nulla di troppo”. Che significa? In buona sostanza, le proprie aspirazioni devono essere tarate sulle proprie possibilità. Per questa ragione, una cosa da non fare sicuramente, è credere ai santoni della finanza. Chi promette la luna non ha nulla da offrire se non la cenere.

Un serio consulente finanziario, infatti, parte innanzitutto e soprattutto dal cliente. Chi è? Che cosa vuole? Qual è il suo reddito? Qual è il suo livello di istruzione? Tutte domande che è fondamentale porre (e porsi), al fine di scegliere la strategia giusta. Non sono pochi i clienti che si dicono insoddisfatti dei propri consulenti; motivo? Scarsa comunicazione. La scelta degli asset su cui puntare non può prescindere da una partecipazione attiva da parte di chi mette materialmente il capitale, rischiando magari anni di risparmi. Partecipazione che parte, sembrerà strano a dirsi, da quelle semplici domande.

Poi, naturalmente, c’è la parte più tecnica della cosa. Anche qui, affidarsi ad un buon consulente è il consiglio migliore. Ci sono due regole principali per avere successo nel mondo degli investimenti. La prima è seguire la corrente, la seconda è andare contro la corrente. Possibile? Sì. A volte, un titolo vola per anni, una quota di mercato rimane redditizia per un tempo che pare interminabile. Capire che bisogna investire, bisogna credere che non vi sarà un’inversione di tendenza, richiede esperienza, conoscenza, sangue freddo. Altre volte, invece, va fiutato il vento che cambia, va capito il momento per battere altre strade. Di nuovo, il rischio è alto, e per un tale livello di astrattezza serve un’adeguata capacità di sfidare la sorte. Non è tutto così drammatico, per fortuna.

Ormai le società di consulenza offrono pacchetti basati su strategie equilibrate, a livello di rischio contenuto, buone per quasi tutte le tasche, che puntano molto sul concetto di diversificazione. Non parliamo comunque di una sicurezza al 100%, ma per chi non intende vivere notti agitate, e al contempo provare l’ebbrezza di lanciarsi in una nuova avventura, le premesse sono allettanti. Ma occhio alle promesse!






Questo è un articolo pubblicato il 20-06-2019 alle 09:23 sul giornale del 20 giugno 2019 - 81 letture

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