Strage di Corinaldo: la famiglia di mamma Eleonora, "Soddisfatti per le indagini della Procura"

2' di lettura Senigallia 24/05/2019 - “Abbiamo sempre sollevato perplessità e dubbi sulle autorizzazioni rilasciate dalla Commissione Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (facente capo ai Comuni di Corinaldo e Castelleone di Suasa in seno all’Unione Misa – Nevola ndr) ma non sapevamo che quel locale fosse addirittura classificato come magazzino agricolo”.

Sono ancora più attoniti dalle nuove rivelazioni emerse dall'indagine della Procura di Ancona i familiari delle vittime della strage della Lanterna Azzurra. In particolare la famiglia di Eleonora Girolimini, la mamma di 39 anni che quella notte ha salvato la vita della figlia facendole scudo con il suo corpo nella calca per il cedimento della balaustra dell'uscita di emergenza, si dice soddisfatta per la decisione della Procura di ampliare il raggio di azione e indagare anche altre otto persone, tra cui il sindaco Matteo Principi e la Commissione di Vigilanza.

“Non sapevamo che il locale fosse addirittura classificato come magazzino agricolo ma fin da subito avevamo sollevato dubbi e forti perplessità sulle autorizzazioni concesse senza le opportune verifiche -spiega l'avvocato Federica Ferro, legale di Paolo Curi, marito di Eleonora Girolimini- abbiamo contestato il fatto, ad esempio, che le aperture non fossero mai state oggetto di un controllo da parte dei vigili e dunque mancava un parere formale affidando semplicemente la questione a delle autorizzazioni dei gestori. Aspetti che poi erano stati ulteriolmente puntualizzati anche nella relazione dell'ingegner Marcello Mingione, il perito nominato dalla Procura di Ancona”. A lasciare attoniti è il nuovo elemento emerso ieri dalla Procura e riferito proprio al fatto che la Lanterna Azzurra per la legge sarebbe un semplice “magazzino agricolo”, perché il suo cambio di destinazione d’uso non sarebbe mai stato formalmente rilasciato. Non sarebbe mai stato, di conseguenza, rilasciato alcun certificato di agibilità urbanistica. Tanto più che l’immobile insiste in un'area per la Procura “urbanisticamente incompatibile con una destinazione d’uso a locale di pubblico spettacolo”.

“A nostro avviso ci sono state tante irregolarità in tutta questa vicenda tali da aver provocato poi una tragedia immane -aggiunge il legale- la famiglia di Eleonora Girolimi ha appreso la decisione della procura, di iscrivere nel registro degli indagati anche i componenti della Commissione di Vigilanza e due periti con grande soddisfazione- abbiamo sempre riposto grande fiducia nel lavoro che in questi mesi stava svolgendo la Procura e gli stessi familiari avevano sporto una denuncia penale contro il sindaco di Corinaldo e i componenti della Commissione di Vigilanza perchè credevamo fermamente nella responsabilità penale di soggetti che erano responsabili di quei controlli non eseguiti”.






Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2019 alle 23:30 sul giornale del 25 maggio 2019 - 2215 letture

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