Oncologia al collasso, a rischio il day hospital: Volpini, "In arrivo più medici da altri ospedali"

fabrizio volpini 2' di lettura Senigallia 23/05/2019 - Il reparto di oncologia dell'ospedale di Senigallia sempre più in affanno e i pazienti temono la chiusura del day hospital. C'è preoccupazione tra i pazienti oncologici per la situazione, venutasi a creare da alcuni mesi, a causa della carenza di personale medico.

Dei quattro medici in organico, al momento in servizio ci sono solo due medici perchè gli altri due sono in malattia. Per i medici in reparto la mole di lavoro è notevolmente aumentata e anche se fatto il possibile i disagi sono inevitabili.

“I due medici in servizio sono eccezionali, fanno di tutto e di più ma la situazione è davvero critica e non ce la fanno a reggere ritmi di lavoro così intensi -riferisce una paziente, costretta ad accedere al reparto perchè malata oncologica- purtroppo i malati oncologici sono in aumento e i medici diminuiscono. Ogni giorno, prima e dopo le terapie, occorre parlare con il medico e chiaramente le attese sono molto lunghe, anche di qualche ora, e la situazione non è facile. Abbiamo paura che il day hospital, che funzionava benissimo, venga chiuso, cosa che non vogliamo. Purtroppo ho girato diversi ospedali e il reparto di oncologia di Senigallia funziona molto bene e sarebbe un peccato perderlo, siamo davvero molto preoccupati”. La situazione di criticità venutasi a creare nel reparto di oncologia a Senigallia è purtroppo nota e il presidente della Commissione regionale sanità Fabrizio Volpini ha chiesto un incontro con i vertici Asur.

“Purtroppo l'Asur è consapevole dei disagi che sussistono nel reparto di oncologia -conferma Volpini- la momentanea carenza di medici, legata a due permessi per malattie, deve essere assolutamente sanata quanto prima. Il servizio di day hospital però, ci tengo a dirlo, non è assolutamente a rischio chiusura. I pazienti oncologici, che stanno sopportando alcuni disagi legati alle attese, su questo possono stare tranquilli. Ho avuto un confronto con la direzione sanitaria che si è già attivata per avviare una mobilità interna all'area vasta e far arrivare un medico in più da uno degli altri ospedali di area vasta. I pazienti del reparto, anche per la delicatezza e tipologie di cure cui si sottopongono, devono essere assolutamente tutelati e salvaguardati e messi nelle migliori condizioni per poter affrontare le terapie con serenità”.






Questo è un articolo pubblicato il 23-05-2019 alle 16:43 sul giornale del 24 maggio 2019 - 4689 letture

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