Crack Banca Marche: in aula altri risparmiatori truffati chiedono di costituirsi parte civile

banca marche| 2' di lettura Senigallia 20/05/2019 - Lunedì mattina davanti il Tribunale penale di Ancona presieduto dal Giudice Francesca Grassi è iniziato il processo penale per il crack Banca Marche a carico di 12 imputati, tra cui il Direttore Generale Bianconi, alcuni ex membri del c.d.a. e dirigenti apicali, che devono rispondere dei reati di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio ed ostacolo alla vigilanza.

Rispetto agli oltre 2800 già costituiti durante l’udienza preliminare, all’udienza di lunedì hanno chiesto di costituirsi altri risparmiatori danneggiati dal crack, la maggior parte dei quali, 230, tutelati dall’avv. Corrado Canafoglia, responsabile per l’Unione Nazionale Consumatori per le azioni di massa (class action). Chiedono quindi giustizia i 3500 azionisti che ha anticipato il deposito di un’istanza per chiamare quale responsabile civile UBI Banca onde ottenere da questa Banca il risarcimento del danno in caso di condanna di almeno uno degli imputati oggi sotto processo.

Ubi banca ha acquistato oltre Banca Marche, anche Banca Etruria e Carichieti ad 1 euro complessivo. L’istanza si basa su un documento reperito dal legale nell’ambito di indagini difensive, da cui emergerebbe che chi acquistava Banca Marche avrebbe potuto conoscere il rischio di dover risarcire azionisti ed obbligazionisti per le condotte illecite oggetto del presente processo. Sinora nessun Tribunale ha riconosciuto ad UBi Banca il ruolo di responsabile civile e il processo si profila estremamente complesso. “L’idea è quella di scandagliare ogni aspetto della vicenda Banca Marche, facendo luce su ogni cono d’ombra, per accertare la responsabilità degli imputati ed il ruolo degli organi di controllo in questa vicenda intricata, che ha coinvolto oltre 44.000 risparmiatori - chiosa l’avv. Canafoglia".

L’udienza è stata rinviata al 17 giugno prossimo ed il Tribunale dovrà decidere sulle istanze avanzate. Parallelamente al processo penale, i risparmiatori guardano al “Fondo di Indennizzo per i risparmiatori” che dovrebbe portare il 30% per gli azionisti e sino al 95% per gli obbligazionisti subordinati. “Siamo in attesa della conversione in legge del decreto legge che contiene la norma del Fondo e dell’ultimo decreto attuativo per dare avvio alle istanze” -aggiunge l’Avv. Canafoglia dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha partecipato in rappresentanza dei risparmiatori agli incontri con il Ministero delle Finanze ed il Premier Conte nella trattativa per la definizione del Fondo ristoro per i risparmiatori .






Questo è un articolo pubblicato il 20-05-2019 alle 15:09 sul giornale del 21 maggio 2019 - 2003 letture

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