Al 'Perticari' "La comparsa del pensiero simbolico nella specie umana", incontro con il geoarcheologo Diego Angelucci

2' di lettura Senigallia 10/05/2019 - Venerdì 10 maggio, ore 15.00, Aula magna Liceo Classico “Perticari”, Via Rossini 39 Senigallia, incontro con il geoarcheologo Diego Angelucci, dell’Università di Trento, tra i responsabili del gruppo di ricerca internazionale, coordinato dal Max Planck Institut, che nel 2018 ha scoperto nelle grotte spagnole di La Pasiega, Maltravieso, Ardales e Cueva de los Avionesa testimonianze di arte rupestre e conchiglie lavorate risalenti al Neanderthal (120.000 – 64.000 anni fa).

Le ricerche condotte negli ultimi hanno cambiato radicalmente il nostro modo di vedere la preistoria umana, soprattutto per quanto riguarda le sue fasi più remote, grazie a nuovi dati emersi principalmente in ambito archeologico, cronologico e genetico.

Tra le novità più rilevanti vi sono quelle relative ai Neanderthal e al loro rapporto con l’umanità attuale (Homo sapiens, la specie di cui facciamo parte noi stessi). I dati più significativi derivano dallo scavo di nuovi siti archeologici, ma anche dal riesame di vecchi ritrovamenti, attraverso l’applicazione di nuovetecniche di analisi e datazione, e cercando altresì di superare i pregiudizi che hanno accompagnato gli archeologi fin dalla prima scoperta dei Neanderthal.

Grazie a questi dati sappiamo ora che i Neanderthal erano in grado di produrre oggetti con significato simbolico intorno a 120mila anni fa, che possedevano capacità cognitive comparabili alle nostre e che la loro supposta estinzione forse non è mai avvenuta. I nuovi risultati portano ad interrogarsi anche su altre questioni: quando è comparso il pensiero simbolico nel genere umano? Quali dati abbiamo a disposizione? Dove dirigere le future indagini? Quanto possiamo ‘riportare indietro’ le lancette dell’orologio archeologico?

DIEGO ANGELUCCI

Geoarcheologo, dal dicembre 2008 è professore associato di Metodologie della ricerca archeologica (SSD L-ANT/10) al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento. Dal 2014 è coordinatore del Corso di dottorato "Culture d'Europa. Ambiente, spazi, storie, arti, idee". Ha preso parte, come direttore o ricercatore principale, a progetti di ricerca in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Oman.

Attualmente è coinvolto in progetti sulla transizione Paleolitico Medio-Superiore nella Penisola Iberica e sullo sfruttamento delle aree montane nelle Alpi a fini pastorali. Tra i progetti recenti il survey archeologico della catena del Pindo (Grecia), la co-direzione del gruppo di lavoro "Analisi geomorfologica e ambientale per il progetto APSAT (Ambiente e paesaggi dei siti d'altura trentini), la co-direzione del progetto ALPES (Alpine Landscapes: Pastoralism and Environment in Val di Sole, dal 2011) e altri progetti sull'archeologia e la geoarcheologia di siti e territori in Europa meridionale. Precedentemente (dal 1985 al 1994) aveva lavorato come operatore archeologico in Italia e all'estero, con scavi e ricognizioni in numerosi siti preistorici e storici. Ha pubblicato saggi e ricerche sulle più autorevoli riviste scientifiche italiane e internazionali del settore.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2019 alle 12:09 sul giornale del 11 maggio 2019 - 229 letture

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