Alberto di Capua ricorda Michele De Gregorio: "Grande la passione con cui si è dedicato alla scuola tutta la vita"

Senigallia 12/04/2019 - In questi giorni il nostro Michele De Gregorio ci ha lasciati sorprendendo, non poco, tutti quelli che l’hanno conosciuto e gli hanno voluto bene.

La cerimonia funebre è stata intensa perché accanto ai ricordi della famiglia (ci ha fatto commuovere la testimonianza del figlio Pietro) vi è stata quella di un suo collaboratore che ha lavorato con lui per trent’anni. Ha raccontato della sua intensa carriera professionale, fatta di molti incarichi e sedi occupate, ma anche dell’impegno e la passione con cui si è dedicato alla scuola tutta la vita. Ma quando è arrivato a parlare dell’evento che aveva creato nel 2005, quando era direttore dell’Ufficio scolastico regionale di Ancona, intitolato: “Le Marche: una regione laboratorio”, mi sono ricordato perché lo stimassi così tanto.

Ho ritrovato ben conservati, dopo quattordici anni, tutti i documenti di quell’evento. Fui invitato da lui stesso, come genitore impegnato nella scuola, a partecipare ad una serie d’incontri in cui si parlava tra l’altro dell’alleanza educativa Scuola/Famiglia. Aveva mobilitato tutta la comunità scolastica, dirigenti, docenti e genitori, tutti coinvolti sul grande tema della corresponsabilità educativa (e già si affacciavano i problemi derivanti dall’uso dei cellulari e di Internet).

Quell’invito sapeva di buono perché veniva da un alto dirigente della scuola che aveva capito che i decreti delegati non avevano favorito la partecipazione dei genitori e bisognava fare qualcosa invece per incentivarla. Nacquero così i Forum provinciali e regionali delle associazioni dei genitori della scuola dove la presenza di funzionari scolastici ci incoraggiava a pensare che forse la scuola stava finalmente cambiando rotta…..

Ma le cose poi sono andate diversamente con alti e bassi dovuti ai cambi frequenti dell’organizzazione scolastica e quindi anche dei suoi dirigenti sempre meno interessati a promuovere il dialogo così tanto auspicato da Michele; ma lui, ancora ieri, nonostante fosse in pensione da qualche anno, seguiva sempre da vicino le vicende della scuola che vedeva assediata dalla burocrazia e dai mille progetti e così poco concentrata sul delicato rapporto tra studente e docente.

Il Manifesto di quell’evento (di Andrea Agostini), dedicato ai valori dell’educazione per la quale tutti siamo chiamati ad esercitare il nostro ruolo, aveva come titolo “Il tempo della pazienza” e rifletteva ciò che lo psicologo americano Howard Gardner sosteneva a proposito delle comunità scolastiche…”l’educazione si realizza per lo più in forma implicita, non esplicita….gli umani sono animali che imparano principalmente osservando gli altri, cioè registrando che cosa i loro simili apprezzano, che cosa disprezzano, come si comportano nella propria vita quotidiana e, specialmente, quali mosse fanno quando ritengono di non essere osservati. Questa è la ragione per cui non mi stanco di invocare scuole o più propriamente “Comunità scolastiche” che incarnino certi valori ed insegnanti che impersonino certe virtù. Lo stesso vale per i media, per la famiglia e per le altre influenti istituzioni educative”.

Dopo quattordici anni forse quell’importante percorso avviato da Michele andrebbe riavviato questa volta dai genitori che, in diversi momenti e a volte per tragiche circostanze hanno mostrato segni di presenza e rinnovata vitalità.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2019 alle 10:06 sul giornale del 13 aprile 2019 - 1592 letture

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