È nato il ‘Centro studi europeo patria Europa’, sedi a Senigallia e a Bruxelles

Senigallia 20/03/2019 - E’ nato il “Centro Studi europei Patria Europa” (acronimo ‘CeStePaE’), un’Associazione di promozione della Cultura, dell’Identità, della Cittadinanza e della Politica europee, per un’Europa diversa. Un gruppo di professionisti, liberi pensatori, studenti, cittadini, rappresentanti delle istituzioni e di altre associazioni lo hanno costituito lo scorso novembre. Il Centro Studi avrà due sedi operative, una a Senigallia e l’altra a Bruxelles, nel cuore dell’Europa. L’Assemblea dei soci fondatori, che si è riunita a Bruxelles, ha eletto, quale Presidente, Paolo Meucci e, quale Vice Presidente, Massimo Bello.

Il Centro Studi ha lo scopo “di promuovere – si legge nello Statuto dell’Associazione - attività di studio e di ricerca, d’informazione e di dibattito culturale e politico intorno al ruolo dell’Europa e delle sue Istituzioni politiche, economiche e sociali, orientando la propria attività anche su temi quali la solidarietà e l’integrazione politica tra i Popoli quali linee evolutive del cammino della storia di questo Continente, nel rispetto della storia e della sovranità di ciascun Stato membro. Il Centro Studi avvierà approfondimenti e ricerche per proporre idee, riflessioni e progetti finalizzati alla costruzione di un’Europa diversa. Il Centro Studi non ha scopo di lucro e potrà avviare anche l’iter per accreditarsi alle Istituzioni europee e alle altre Istituzioni presenti negli Stati membri UE ed extra UE.”

L'attività del Centro Studi focalizzerà la propria attività, tra le altre, per: la promozione e l'organizzazione di conferenze, eventi e iniziative per la divulgazione della cultura europea, della cittadinanza europea e della politica europea; la promozione, l’organizzazione e lo sviluppo di attività di ricerca e di documentazione; la promozione, il finanziamento e l’indizione di bandi di concorso per la realizzazione di progetti connessi con gli scopi del Centro Studi; la realizzazione di biblioteche e archivi, anche digitali; l'edizione e la pubblicazione di materiale informativo, fotografico e video per la promozione delle proprie attività; la collaborazione e la partecipazione a iniziative editoriali di terzi; la promozione e l’organizzazione di raccolta fondi per la realizzazione degli scopi del Centro Studi.

“Crediamo sia giunto il momento – si legge nell’atto costitutivo del Centro Studi europeo Patria Europa’ - di un’Unione europea diversa. Un’Europa fondata sui Popoli, uniti in un unico obiettivo e nel rispetto delle tradizioni e della storia del Continente europeo, e di ogni Stato nazionale. Oggi, ci troviamo di fronte ad una Unione Europea rigida, burocratica, quasi imbalsamata, che è sicuramente meglio del ‘nulla’ che c’era prima, ma che non è amata, e rischia l’implosione per aridità culturale e politica. Non riesce più a far sognare i Cittadini. La recente Brexit ne è un esempio. Ripensare l’Unione europea per costruire una Organizzazione sovranazionale o transnazionale, che si occupi solo di materie importanti e comuni a tutti i Paesi UE, ma che, allo stesso tempo, lasci a ciascuno Stato membro l’esercizio della propria sovranità, piena e libera, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento comunitario. Senz’altro un buon punto di partenza per discutere del nostro futuro. Gli Stati Uniti d’Europa, un’Unione europea di Stati sovrani? Di qui, è necessario partire per il nostro viaggio ed elaborazione di proposte e di analisi.”

“I punti deboli – recita altresì l’atto costitutivo - dell’UE di oggi, in modo sintetico, possono essere: una rigidità economica eccessiva, non adatta al momento politico odierno di crisi sociale e finanziaria. Crisi iniziata nel 2008 ed ancora non finita. Il rapporto del 3% deficit/Pil previsto dal trattato di Maastricht va modificato;l’euro, che non può essere abbandonato, in realtà non è mai stato trattato come una vera moneta di tutti. Manca una politica economica, di bilancio e fiscale comunitaria, che rispetti ciascun Stato membro, ma soprattutto manca una politica di sviluppo, che permetta a ciascun Stato membro di esercitare ed attuare,

con sovranità, le proprie politiche di crescita; manca una visione politica ed istituzionale unitaria e strategica sulle principali questioni, che caratterizzino la Patria Europa; è necessaria una riforma dei Trattati, a cominciare da quello di Lisbona, per permettere all’Europa di avere un ‘governo federale’ sulle questioni principali e più importanti e un ruolo, altrettanto paritario e forte, di ciascun Stato membro; i Cittadini europei debbono diventare protagonisti nella scelta delle istituzioni comunitarie. Oggi ci sono, dunque, per la prima volta, gli spazi e le opportunità per costruire una un’Unione europea di Stati sovrani, nel rispetto dei Popoli e delle Nazioni.”

“Innanzitutto, vi è la necessità geopolitica, per l’Europa e per gli europei, di contare di più nel mondo disorientato dalla globalizzazione. E, probabilmente, per avere – conclude il prologo dell’atto costitutivo del Centro Studi - anche la forza di ridimensionarla e governarla meglio. La difesa dei confini europei dal terrorismo e dalle mafie, ad esempio, con una direzione strategica unitaria funzionerebbe meglio di adesso. Una procura antimafia ed antiterrorismo europeo, unitamente ad una polizia federale europea, permetterebbero una vera e propria forma di contrasto al crimine internazionale organizzato. Insomma, sono tanti gli argomenti, su cui discutere e confrontarsi, e, soprattutto, su cui proporre l’idea di un’Europa diversa da quella sin qui conosciuta e vissuta. Parlare e volere un’Europa diversa non è facile. Tutt’altro, ma è necessario. Qualcuno, oggi, lo deve fare. Bisogna avere davanti un obiettivo chiaro per uscire dalla attuale crisi economica, ma soprattutto politica. Bisogna crederci.”

“Il Centro Studi europei Patria Europa – dichiarano Paolo Meucci e Massimo Bello, rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell’Associazione europea -desidera fare proprio questo, partecipando al dibattito, proponendo riflessioni e soluzioni, studiando i fenomeni sociali, economici e politici, che condizionano la ‘casa europea’, interagendo con tutti i soggetti pubblici e privati, che hanno a che fare con l’UE, e con coloro, che hanno a cuore il futuro di una Patria chiamata Europae che hanno a cuore anche il futuro della sovranità di ciascun Stato membro.”

da Centro Studi europeo Patria Europa
Senigallia-Bruxelles






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2019 alle 10:56 sul giornale del 21 marzo 2019 - 1457 letture

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