Le notizie che non scriviamo: ai giovani possiamo chiedere di più che uno sciopero

Senigallia 19/03/2019 - Il global climate strike, lo sciopero per il clima che il 15 marzo ha visto milioni di studenti in tutto il mondo e anche a Senigallia protestare ha suscitato un forte dibattito e molte polemiche. Dibattito che coinvolge anche la nostra città.

Cecilia Riginelli (di Senigallia) ha scritto un articolo su un quotidiano online, contenente delle osservazioni su alcuni miei pensieri in merito allo “sciopero per il futuro”.
Questo una sua prima riflessione : “lui pensa che i ragazzi stessi non siano capaci di orientare le loro stesse vite e scelte in base alle proprie convinzioni personali, che le loro idee non siano genuine e che quello che fanno abbia valore solo se guidato dagli adulti, magari proprio da lui.”
Praticamente sarei un clone di Napoleone con manie di grandezza patologiche. Cecilia, forse hai un’immagine distorta della mia figura, perché non penso proprio che la salvezza del pianeta transiti attraverso le mie parole. Non mi sento depositario di nulla e non sono malato di onnipotenza. Ho tanti difetti, ma arroganza e supponenza girano alla larga dal mio modo di essere.
Non sono il grande condottiero portatore delle verità assolute, anzi, spesso mi presento come un “portatore sano” di dubbi e presto sempre attenzione a chi la pensa diversamente da me.
Senza vergognarmene, a volte ascoltando gli altri ho cambiato idea, perché detesto chi rimane ingabbiato dentro la cella delle ideologie.
Ti rispondo da Lucca dove ho appena incontrato centinaia di studenti per parlare di ambiente, raccolta differenziata e futuro. Sono studenti “cattivi” quelli che provengono dai professionali, eppure ti garantisco che sono rimasti due ore in silenzio. Proprio per l’assenza di banalità, perché oggi uno di 17 anni se sei un coglione ti sgama dopo un minuto.
L’evento è stato organizzato assieme al Comune e Ricrea (consorzio che si occupa di recupero e riciclo dell’acciaio).
Ai ragazzi per circa due ore ho cercato di spiegare che se hanno scioperato, adesso dovranno rimboccarsi le maniche.
Nei ragazzi ho la massima fiducia ma alle famose braccia incrociate avrei preferito una giornata di impegno, di lezioni mirate, di confronto e via dicendo.
Magari arriveranno, lo spero. Spero anche che nelle scuole il tema venga ripreso, spero in tante cose.
Il mio post era provocatorio, era un “e adesso?...aspettiamo di scendere in piazza il prossimo anno?”.
Senza questi elementi certe giornate nascono e muoiono senza lasciar traccia (che in chiave ambientalista rappresenterebbe un concetto vincente).
La festa della donna è diventata la festa della mimosa, il Natale quella del Panettone e Pasqua quella della colomba (spero che l’agnello sia passato di moda). Giornate usa e getta, come quelle vecchie lamette da barba che imperversavano negli anni 70.
Da 19 anni mi occupo di ambiente a vari livelli (Rai, National Geographic, libri, Ministeri di competenza, ecc..) ma sono gli incontri con gli studenti che mi aprono il cuore (da giornalista, cittadino ma soprattutto da padre). Ogni volta che li incontro mi vergogno un po’ e chiedo scusa (e sono scuse sentite) per quello che noi adulti abbiamo combinato. Mi sembra doveroso.
Ripeto sempre agli studenti “Andate da soli, diventate parte attiva di questo mondo. Siate consapevoli del vostro potenziale. Provateci”.
La prossima settimana sarò a Sassari e ad Olbia per fare più o meno la stessa cosa. Scherzi del calendario, un anno fa oggi mi trovavo a parlare di ambiente e legalità a Casal Di Principe, paese totalmente abusivo, cercando di portare un’idea di speranza. Conosco i comitati della terra dei fuochi, sono un giornalista che si sporca le scarpe. Non vivo di redazione.
Torniamo al famoso sciopero dell’altro giorno.
Come potrei mai essere contro un evento a favore del futuro?
Certo che è bello vedere ragazzi sorridenti in una giornata di sole (sto entrando nel mondo di Monsieur De La Palisse). Non ho però la certezza che questo evento sia nato dal basso, ho paura che si tratti di un grande baraccone mediatico che urla contro i mulini al vento. Servirà a formare nuove coscienze ? Lo spero. Di certo non spaventa nessun potente, anzi, proveranno a cavalcarlo, nessun dubbio.
Arrivo alla tua ultima riflessione dove scrivi : “Evidentemente ai ragazzi non si perdona di aver voluto fare qualcosa da soli, senza il patrocinio di nessuno. Questi ragazzi ci vogliono mettere con le spalle al muro, credo sia tempo di prenderne atto.”
Anche questo me lo auguro di cuore. Qualsiasi cosa facciano da soli vale oro.
Al momento concedimi l’esercizio del dubbio sulla natura di questo sciopero. Attendo le azioni concrete.
Vorrei chiudere con un’ultima riflessione. La più importante. Viviamo nel mondo degli schieramenti. Uno ha torto e l’altro ragione. Ogni confronto è guerra. Io non la penso così. Probabilmente hai delle ragioni, probabilmente altre le ho io, probabilmente siamo dentro la stessa stanza seduti in angoli diversi. Che uno aiuti l’altro a vederci meglio. Tutto lì.





Questo è un articolo pubblicato il 19-03-2019 alle 16:50 sul giornale del 20 marzo 2019 - 950 letture

In questo articolo si parla di politica, luca pagliari, articolo

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