Storia burrascosa fina male: infermiera accusa l'ex di violenza e lesioni, lui condannato a due anni

Senigallia 14/03/2019 - Una vicenda dai contorni nebulosi che non ha convinto fino in fondo nè il pm nè il giudice tanto da infliggere una pena decisamente leggera per i reati che gli sono stati contestati. E' stato infatti assolto dal reato di stalking e condannato a soli due anni per i reati di tentata violenza, lesioni e danneggiamento di un cellulare.

L'accusato, difeso dall'avvocato Corrado Canafoglia, è un senigalliese di 53 anni mentre l'accusatrice è una infermiera di 41 anni, anche lei di Senigallia, assistita dall'avvocato Domenico Liso. La vicenda risale al periodo in cui i dui ebbero un rapporto sentimentale, durato da dicembre 2015 al luglio 2016. Una storia breve e burrascosa, caratterizzata da frequenti litigi e anche da predi e lascia. Durante questi mesi lei ha avanzato accuse decisamente gravi nei confronti del suo ex. Lo ha infatti lo ha accusato di stalking per via di pedinamenti davanti ai locali che lei frequentava con delle amiche, di una minaccia con tanto di mazza da baseball e altre minacce varie. Lo ha accusato anche di aver cercato di violentarla una sera, al ritorno da un ristorante di Marotta, quando lui l'avrebbe portata a casa sua per cercare un rapporto sessuale ma lei poi è riuscita a scappare e a chiedere aiuto. In quella circostanza la donna aveva avuto bisogno delle cure dei sanitari.

Secondo il racconto della vittima in diverse circostanze l'uomo l'avrebbe anche picchiata e le avrebbe anche rotto un telefono cellulare. La difesa, ieri davanti al giudice del Tribunale di Ancona, ha ammesso un rapporto decisamte burrascoso da parte di entrambi ma ha rigettato le accuse di violenza dimostrando che dopo l'episodio della presunta violenza sessuale, i due avevano avuto diversi contatti. Il pm per l'imputato aveva chiesto una condanna a tre anni. Il giudice, nella sentenza di primo grado, ha assolto l'uomo dalla accusa di stalking e condatto a soli tre anni per i reati di tentata violenza, lesioni e danneggiamento, oltre ad un risarcimento di 20 mila euro. La difesa si riserva di ricorrerre in appello.






Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2019 alle 19:12 sul giornale del 15 marzo 2019 - 2348 letture

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