I consiglieri sul blitz a palazzo Gherardi: "Nessun difetto di comunicazione, solo maleducazione istituzionale"

Senigallia 11/02/2019 - Il tentativo del preside del Liceo Classico Orsolini di sminuire la portata dei fatti della scorsa settimana è il sintomo della inadeguateza del dirgente scolastico nel gestire i rapporti istiuzionali.

Orsolini ha impedito per due ore a tre consiglieri comunali di entrare in locali di proprietà pubblica ordinando al proprio dipendente di chiudere a chiave la cancellata di ingresso. Se il preside, ancora oggi, non comprende la gravità del suo gesto, il problema è più serio di quello che appare. Non vi è stato infatti alcun difetto di comunicazione: l’Amministrazione comunale, come sempre accade in questi casi, dopo aver confemrato per iscritto ai consiglieri comunali la data e l’ora del sopralluogo, ha informato telefonicamente la scuola della necessità di tenere aperti i locali (di proprietà comunale!) per la visita ispettiva. Punto. A dimostrazione di ciò, quando i sottoscritti sono arrivati, era già presente (e la cancellata interna era aperta) il dipendente mandato dal preside con le chiavi della sbarra. Solo questo già dimostra che non vi era stata alcuna mancanza. A quel punto però, il preside, via telefono, ha ordinato la chiusura a chiave del cancello. Abbiamo immediatamente fatto presente al funzionario le ragioni dela visita e la nostra identittà (peraltro il funzionario conosceva perfattamente quantomeno il consigliere Paradisi). Ma anche di fronte a ciò, il preside – subito interpellato in diretta dal funzionario – ha ribadito il suo secco rifiuto. Un rifiuto pertanto consapevole, maldestro e finanche maleducato dal punto di vista istituzionale.

Un rifiuto altresì illegittimo perchè il preside ha impedito per due ore lo svolgiemnto di un’attività istituzionale prevista e disciplinata dal testo unico sugli enti locali. E un dirigente scolastico non può permettersi di non conoscere le norme. Anche di fronte alla telefonata (puntualmente riferitaci dall’interessata) della dirigente Filonzi, che legittimamente è chiamata a gestire il bene pubblico, il preside ha incrediilmente rifiutato di far aprire la cancellata. Solo l’arrivo della polizia e l’invio di una richiesta scritta da parte della dirigente Filonzi (costretta – in forza della mera arroganza di detenzione delle chiavi – ad inviare una inutile comunicazione scritta) ha fatto desistere Orsolini dal braccio di ferro insensato che aveva inscenato. In sei ispezioni svolte nel corso degli anni, mai gli altri presidi avevano messo in campo un simile ostruzionismo e una simile sgarberia istituzionale dimostrando sempre serietà, rispetto e collaborazione.

Interesseremo il Consiglio Comunale di questa grave vicenda perchè non è pensabile che il preside Orsolini sia libero di gestire a suo piacimento il patrimonio immobiliare comunale ne è pensabile, e di questo interesseremo la Provincia, che materiale scientifico così pregiato e di tale importanza storica venga lasciato in simili mani, abbdandonato a se stesso con locali che nemmeno vengono puliti ed areati. Quei beni sono patrimonio pubblico. Da questo momento preannunciamo controlli periodici a tutela di quel materiale storico e scientifico e chiediamo all’Amministrazione comunale di rientrare nell’immediato possesso dei propri locali.

LUIGI REBECCHINI, ROBERTO PARADISI, ALAN CANESTRARI






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2019 alle 11:31 sul giornale del 12 febbraio 2019 - 1212 letture

In questo articolo si parla di politica, minoranza

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