Progetto "Altro al Centro": sei ragazzi hanno "convissuto" al Centro Solidarietà

2' di lettura Senigallia 28/01/2019 - Mettersi in gioco e vivere sulla propria pelle la quotidianità sociale di Caritas e del Centro di solidarietà: una sfida importante che lascerà il segno, quella che hanno scelto di affrontare alcuni giovani del territorio.

In queste due settimane di fine gennaio infatti hanno preso il via due esperienze residenziali dedicate a giovani maggiorenni che provengono dal gruppo dell’Azione cattolica di Trecastelli, intitolate “Altro al centro”. I primi otto ragazzi Angela, Giulia, Melissa, Claudia, Gioele, Daniele, Francesco, Giulia hanno vissuto insieme al Centro di solidarietà di piazza della Vittoria, la storica struttura della Caritas diocesana dedicata all’accoglienza e al sostegno dei poveri del nostro territorio. Qui ogni anno vengono accolte centinaia di persone alla settimana, italiani e stranieri, e sempre qui si elargiscono migliaia di pasti all’anno, per questo la presenza di ragazzi giovani dà sicuramente linfa vitale a una struttura che lavora moltissimo e silenziosamente.

“Vivere una settimana al Centro di solidarietà” racconta Gioiele “smuove dentro, ti suscita tante sensazioni ed è emotivamente molto significativo, soprattutto rispetto al servizio di una sola sera o di un pasto. In una settimana gli estranei che vedi ogni giorno diventano quasi familiari e le relazioni guadagnano in profondità: è stato questo l’aspetto che più ha colpito me e il mio gruppo, cioè la bellezza del percepire come familiare chi non conosci, nonostante sia molto diverso e lontano da te”. I giovani infatti vivono queste settimane condividendo in pieno la vita del Centro (quindi Centro di ascolto, armadio del povero, accoglienza…) e la loro quotidianità, impegnandosi nel servizio compatibilmente con i loro impegni di studio e di lavoro. Alloggiano in due stanze interamente riservate a loro, per un totale di otto posti disponibili. In generale trascorrono la giornata in condivisione con ospiti e volontari, affiancati da un cammino spirituale e da alcuni spunti formativi, seguendo il profondo messaggio di papa Francesco: “Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore”.

L’esperienza può essere ripetuta da qualsiasi gruppo. I motivi di una scelta simile sono svariati: vivere un tempo forte con gli ultimi, conoscere e toccare con mano le loro difficoltà senza la pretesa di risolvere i loro problemi ma facendosi semplicemente accanto, allargare lo sguardo sulla nostra realtà e lasciarsi “scomodare” dalla vita dell’altro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2019 alle 17:43 sul giornale del 29 gennaio 2019 - 2556 letture

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