Movimento Donne Contro i Fascismi: una manifestazione alla Rocca dopo l'aggressione alle due ragazze

rocca roveresca 23/10/2018 - Dopo i tristi fatti accaduti alla Rocca Roveresca di Senigallia, ci sentiamo innanzitutto di esprimere piena solidarietà alle due giovani ragazze aggredite. E’ inaccettabile l'episodio che abbiamo appreso dai quotidiani locali, una di quelle notizie che vorresti non leggere più, perché già lette, sentite e raccontate troppe volte in Italia.

Immaginiamo la rabbia e il dolore provato, perché sono le stesse sensazioni che crediamo provi tutta la nostra comunità di fronte a questi gesti, che altro non sono che violenza gratuita. Condanniamo la violenza in tutte le sue forme, quando questa è espressione della prepotenza del forte sul debole. Non fa differenza che essa sia esercitata da uomini contro donne o da uomini contro uomini.

Crediamo però che la giusta reazione non sia la paura sul piano personale – seppur comprensibile – o la risibile presenza dell'esercito italiano lungo le strade di Senigallia, perché la prima immobilizza e la seconda militarizza: in entrambi casi a rimetterci sono la libertà e la serenità individuale e collettiva. E chi vorrebbe rimanere chiusa in casa mentre le strade della propria città sono attraversate da uomini armati?

Le politiche securitarie e proibizioniste portano inevitabilmente all’esclusione sociale, aumentando così la percezione di insicurezza di ognuna di noi. Isolare, chiudere e lasciare in abbandono spazi della città, approcciare al fenomeno dell'abuso di sostanze psicotrope e alcool come fosse un tabù, ghettizzare la popolazione straniera e marginalizzare le classi sociali più basse per poi privatizzare i pochi spazi pubblici rimasti, lucrandoci sopra, sono tutte pratiche sbagliate se l'obiettivo è quello di ricomporre una comunità solidale.

A tutti coloro che chiedono più sicurezza in termini di controllo e repressione rispondiamo che sono altre le cose di cui abbiamo immenso bisogno. La sicurezza non la fanno telecamere, militari o ronde fascio-leghiste; la sicurezza è il risultato di politiche e pratiche di solidarietà, partecipazione e inclusione sociale. Solo le strade e le piazze vissute quotidianamente, collettivamente e attivamente che ci rendono sicure e quindi libere.

Siamo consapevoli che essere donna oggi comporta una condizione difficile e di svantaggio, non per la nostra natura, ma per il ruolo sociale attribuitoci impropriamente da una cultura patriarcale e maschilista, che sta tornando terribilmente in auge e di cui il Governo giallo-verde con le sue politiche contro i soggetti più deboli – dalle donne ai migranti, passando per i poveri – ne è il paradigma.

Allora costruiamo tutti assieme questa collettività cittadina e riempiamo il vuoto di uno spazio disabitato e impersonale, partendo da chi siamo, donne ma anche uomini, bambine e bambini di ogni ed età e di ogni etnia.

Solo vivendo insieme ogni luogo della nostra città, solo restituendo spazi e luoghi alla pubblica e gratuita fruibilità, solo costruendo una socialità liberata dalla “paura dell’altro” e dalla “privatizzazione del divertimento”, eviteremo che altre ragazze possano essere aggredite e offese – nella mente e nel corpo - da uomini vili e meschini.

Ti aspettiamo domenica 28 ottobre dalle ore 16,30 alle ore 18,30 presso i giardini della Rocca Roveresca, per dire tutte insieme che le strade sicure le fanno le donne che le attraversano e i corpi che le vivono. Un pomeriggio gioioso fatto di musica e parole, ma anche di consapevolezza e autodeterminazione, non solo per esprimere solidarietà alle ragazze coinvolte e dare una risposta concreta al problema dell'insicurezza percepita e vissuta in città.

Chiediamo alle realtà cittadine di aderire pubblicamente a questo appello.

da Movimento Donne Contro i Fascismi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2018 alle 09:54 sul giornale del 24 ottobre 2018 - 1834 letture

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