Torna la Festa dei Popoli, il vescovo, "La problematicità della convivenza si supera incontrandosi"

Senigallia 10/10/2018 - Torna domenica 14 ottobre la 4°edizione della Festa dei Popoli. Il titolo dell'edizione 2018 è "Aggiungi un posto a tavola...".

"È un momento di festa, di condivisione - spiega monsignor Franco Manenti - la partecipazione esprime l'intenzione di darsi fiducia l'uno con l'altro. Paesi diversi e culture diverse si incontrano e fanno festa insieme, questo lo spirito della manifestazione che come chiesa diocesana promuoviamo. La festa ci indica un metodo per vivere la realtà quotidiana: la problematicità della convivenza tra persone diverse non si può superare con i muri ma con l'incontro, creando reti di relazioni. È un'occasione preziosa e una grande opportunità per tutta la città."

La festa è organizzata dalla diocesi di Senigallia (Migrantes), e ha come obiettivo quello di conoscersi e fare festa, uscire dai soliti luoghi in cui si parla di immigrazione per incontrarsi faccia a faccia.

L'appuntamento per domenica è alle 16.30 in Piazza del Duca, per un pomeriggio di testimonianze, canti, danze e voci delle diverse comunità etniche dei cinque continenti che vivono a Senigallia. Piazza del Duca per l'occasione sarà arredata come delle stanze della casa con elementi della cultura dei vari paesi. Ci saranno poi tavoli con materiale informativo sulle attività delle diverse associazioni che partecipano alla festa. Da vedere anche due mostre fotografiche. Presente una zona riservata ai bambini con giochi e disegni. A conclusione della festa, dalle 19.30 assaggi di stuzzicherie di alcuni paesi tra cui Afghanistan, Albania, Bangladesh, Italia, Marocco, Pakistan, Romania, Sri Lanka e Ucraina.

Due le novità di quest'anno: il numero di associazioni aderenti che continua a crescere, e un convegno venerdì sera che anticipa la festa dal titolo "Il migrante imprenditore". Il professore Edoardo Barberis coordinerà la serata in cui si potranno ascoltare anche alcune testimonianze di imprenditori migranti.

"Ci piace questo tema - spiega Don Paolo Gasperini - troppo spesso viene diffusa l'idea che chi arriva porti via il lavoro agli italiani, vogliamo presentare situazioni in cui invece il lavoro è stato creato dai migranti. Se si favorisce l'accoglienza, si mette in movimento energia e creatività che vanno a beneficio di tutta la comunità. E come Diocesi stiamo continuando a lavorare quotidianamente per l'educazione, grazie alle associazioni, alle parrocchie, senza grandi slogan, ma facendo crescere dal basso l'apertura e l'incontro con il 'diverso' ".

Anche quest'anno l'amministrazione comunale sostiene l'iniziativa. "Il Comune crede in questa iniziativa e anche quest'anno ha deciso di sostenerla - ha spiegato il vice sindaco Memè- crediamo che momenti come questo facciano bene per incontrarsi, per condividere e favorire l'idea che l'altro non sia qualcuno da dover "gestire", ma un fratello".

"Il filo conduttore della giornata sarà quello dell'ospitalità (diverso dall'accoglienza portata avanti dalle istituzioni). Da questa festa, realizzata in collaborazione e molto sentita da tutti gli organizzatori, si vuole prendere un esempio da seguire nel quotidiano", ha aggiunto Mohamed Malih della Consulta degli immigrati.





Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2018 alle 15:22 sul giornale del 11 ottobre 2018 - 1962 letture

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