Festa Diritti al Futuro: incontro-dibattito, "Dove va la Democrazia"

13/09/2018 - Non è passato un anno dal referendum sulle modifiche costituzionali, che pure suscitò infuocati dibattiti sul futuro della democrazia e della rappresentanza in Italia, che il nostro Paese è in continuazione preda ad accese discussioni e scontri politici che, pur riguardando sempre la sostanza dell’esercizio del potere e delle garanzie democratiche, oggi hanno per oggetto temi quali il populismo, il sovranismo, l’autonomia della magistratura, il rapporto tra elite e popolo, l’abuso di potere, la sicurezza, le invasioni esterne ecc. ecc.

Le politiche dello stato di emergenza, condite da dosi massicce di politica della paura, sono arrivate alla rimozione dell'intero complesso del diritto positivo, massacrato e assorbito integralmente dalla politica e dal protagonismo di un ministro che autogiustifica, in quanto “unto dal popolo” e dal web, la sospensione del diritto penale, costituzionale, internazionale.

Nell'ottica nazionalpopulista, chi governa vuole assumere anche il ruolo del "contropotere" rispetto alla legge che dovrebbe invece applicare. E spesso non occorre cambiare la legge, ma sospenderla "a voce", senza atti formali - come sembra sia stato rilevato dalla procura di Agrigento nei giorni della crisi della Diciotti.

Nella formulazione nazionalpopulista si sostituiscono le funzioni base dello stato costituzionale di diritto, con una "giustizia superiore” alla norma giudicata "inopportuna" e lo si fa in "nome di un popolo" che coincide con la platea di facebook e twitter .

Saremo pure in una campagna elettorale permanente ma è oltremodo evidente che negli ultimi tempi sono tumultuosamente cambiate le modalità di fare politica e di ricerca del consenso.

Viviamo ormai un tempo in cui grandi flussi di opinione possono essere guidati e influenzati da pochi e con poco costo. Basta un computer, una connessione e qualche dato sapientemente raccolto e gestito per riuscire a spostare l’opinione pubblica in maniera abbastanza netta.

Il web, che era nato come un grande sogno di democrazia e condivisione di conoscenza, oggi è quanto più lontano possibile da quel sogno. Tra insulti, fake news, complotti, terrapiattisti, odiatori seriali, e chi più ne ha più ne metta, i social network sono diventati il luogo ideale dove imporre le proprie idee e convinzioni, vere o false che siano.

Il digitale, dando la percezione netta che tutti siano assolutamente sullo stesso livello e di percepire la condivisione forte di determinate esperienze e convinzioni, sta innescando un processo di omologazione del pensiero.

Noi tutti, istintivamente, tendiamo a cercare conferme di ciò che già pensiamo. Il digitale, proprio per questa forma di potente amplificazione della percezione di vicinanza alle persone, innesca e rafforza questo pregiudizio di conferma.

In un’epoca dove la verità conta sempre di meno e le fake news la fanno da padrona, il giornalismo e i media tradizionali faticano sempre di più a mantenere l’autorevolezza e il ruolo guida di un tempo, nonostante l’introduzione di nuovi strumenti come il fact checking e il data journalism.

I motori di ricerca, e le piattaforme digitali, non riflettono il mondo in base a una percezione neutrale, ma in base a un unico «pregiudizio»: quello del mercato dei dati.

I social sono diventati i protagonisti principali sia della comunicazione che della ricerca del consenso. La "volontà del popolo", confusa con la "volontà di tutti", si esercita a colpi di like e condivisioni.

Tutto questo in realtà consegna un potere fattuale in mano a pochi che conoscono profondamente il funzionamento di questi meccanismi. Quindi tecnicamente si stanno creando nuove oligarchie, o in qualche maniera dei nuovi potenti, in grado di gestire politicamente questi flussi di comunicazione esclusivamente legati alla paura, all’invidia e alla rivalsa sociale o comunque all’emozione.

Di questo, come dell’affermarsi di nuovi nazionalismi travestiti da sovranismi, si parlerà all’incontro dibattito di venerdì 14 settembre, alle ore 17:30, nell’ambito della Festa Diritti al Futuro che si tiene in via Carducci di Senigallia.

Interverranno:

Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana)

Marco Furfaro (Futura)

Enzo Marzo (Fondazione Critica Liberale)

Modera: Marco Lion (La Città Futura)







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2018 alle 09:29 sul giornale del 14 settembre 2018 - 391 letture

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