“The end” mostra di fotografia, dipinti su carta e incisioni di Enzo Bellini e Cristina Messora

12/09/2018 - Lo SpazioArte della la Fondazione A.R.C.A. ha dedicato alle ricerche in bianco e nero, di due artisti emiliani, l’incisore Enzo Bellini e la pittrice Cristina Messora e del fotografo Alessandro Gagliardini, una mostra dal titolo “The End, che rimarrà aperta fino al 30 settembre. L’evento è stato curato da Andrea Carnevali.

Le ragioni di questa esposizione sono da ricercarsi nella rappresentazione della montagna come tema principale del racconto. Questo argomento è stato sviluppato con tre tecniche diverse: fotografia, dipinti su carta e incisione.

La fotografia di Gagliardini crea degli effetti atmosferici: il vento che si abbatte forte sulla cima del monte e stravolge la natura. “Il soffio del vento sul paesaggio visto da lontano, a prima vista, - ha detto Gagliardini sembra non avere effetti visivi, ma il rumore, le fronde degli alberi in movimento, il passaggio sulla pelle permette una vista diversa sull'osservato...Tento con queste fotografie di imprimere nello sguardo il senso del rumore e del movimento degli elementi del paesaggio che scorgo di fronte a me in una giornata ventosa... suggestioni di paesaggi al calar della sera quando il vento soffia”.

E’, invece, una scelta estrema per Cristina Messora dipinge le valli trasformate dall’uomo o la sommità di un monte dove l’uomo vorrebbe arrivare, scalando la pietra rocciosa.La pittrice immagina la realtà, ma si propone rigorosi obiettivi tecnici perché il risultato finale porta l’osservatore in un altro spazio, ossia quello interiore e personale.

Le acqueforti di Enzo Bellini sono il frutto della ricerca di uno spirito colto, difficile ed intellettuale che osserva i modelli del passato perché spinto dal desiderio di perfezione e di emulazione, perciò sperimenta diverse tecniche esistenti per raggiungere il risultato finale.

La vernice, che ricopre la lastra, non oppone nessuna resistenza alla punta d’acciaio. Bellini ha insistito nelle prove di stampa e ha tentato di raggiungere con il metallo risultati sempre più perfetti, riproducendo la matrice incisa col bulino o con la puntasecca, e adottando morsure multiple nella ricerca di nuovi effetti tonali.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2018 alle 10:03 sul giornale del 13 settembre 2018 - 277 letture

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