Nave Diciotti: le associazioni del territorio con un manifesto denunciano la politica del governo

4' di lettura Senigallia 08/09/2018 - Alcune cittadine e cittadini di Senigallia hanno risposto ad una iniziativa finalizzata a denunciare la politica del Ministro Salvini e del suo governo. Dopo gli ultimi fatti della nave "Diciotti", indignati, ci siamo ritrovati ed abbiamo steso, con la consulenza di legali, un manifesto.

In poco tempo sono arrivate le adesioni di associazioni e singole persone convinte che la costituzione sia ormai ripetutamente violata e che ciò non sia più accettabile.

"Intendiamo denunciare la tragica violazione di diritti umani ad opera del governo italiano, secondo cui ai migranti è legittimo ridurre, fino a negare, il diritto all’accoglienza.

Assistiamo a condotte che calpestano sia i principi della Carta Costituzionale che il dettato normativo. La Costituzione italiana, infatti, afferma all’art. 2 che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo ... e richiede l'adempimento degli inderogabili doveri di solidarietà economica, politica e sociale"; all'art.10 comma 2° prescrive che " la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali".

In conseguenza di tali norme, lo straniero presente nel territorio dello Stato è titolare di diritti inviolabili, ovvero fondamentali, riconosciuti ai cittadini italiani.

Tale principio è stato ribadito dalla Corte Costituzionale, che con ripetute decisioni ha affermato che l'art. 3 della Costituzione -Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge- deve essere interpretato in unione all'art.2 che, prevedendo il riconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo, non distingue tra italiani e stranieri. Anche l'art.10, co.2, della Costituzione afferma gli stessi principi facendo riferimento ai trattati internazionali per i diritti fondamentali degli stranieri.

Lo straniero quindi, "regolare " o "clandestino" che sia, in quanto persona umana è portatore dei diritti fondamentali tra cui rientrano il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale, il diritto a non subire trattamenti degradanti, di agire in giudizio, il diritto alla difesa e alla cura.

Tali diritti sono stati violati più volte durante il recupero di imbarcazioni sovraccariche e di salvataggio in mare di migranti, sia negando alle navi intervenute l'attracco in porti nazionali "sicuri", e dunque costringendoli a lunghe navigazioni ai confini del Mediterraneo, sia negando lo sbarco dei naufraghi su una nave della nostra Guardia Costiera, seppure autorizzata ad attraccare.

Si è venuta così a creare una situazione indegna di ogni paese che vuole definirsi civile e a Catania, con la nave “Diciotti”, è stata risolta solo grazie all'intervento della magistratura.

Non è la prima volta e temiamo possa non essere l’ultima che sulla vita di queste persone si gioca un cinico braccio di ferro tra il Governo italiano e l’Unione Europea.

Intendiamo manifestare tutta la nostra indignazione per il prolungato blocco delle centocinquanta persone che sono state private dei diritti sanciti dalle convenzioni internazionali sull’asilo, dalla normativa comunitaria e dalla nostra Costituzione e costretti a subire un penosa condizione di grave disagio fisico e psicologico. E’ stata negata a uomini, donne e bambini, molti dei quali sopravvissuti a gravissimi abusi nel loro paese, lungo la rotta migratoria ed in particolare nei centri di detenzione libici, la possibilità di ricevere cure immediate e indispensabili.

La Procura di Agrigento ha già provveduto a promuovere l'azione penale nei confronti del Ministro dell'Interno, artefice del divieto di sbarco (unitamente ad alcuni suoi alti funzionari) per i reati di arresto illegale, abuso di ufficio e sequestro di persona a scopo di coazione.

Riteniamo che il fondamento di ogni Stato di diritto e di ogni democrazia sia il rispetto da parte di tutti i cittadini delle leggi; questo vale a maggior ragione da parte di chi ha ruoli di potere e di amministrazione pubblica. Assolutamente grave è l’atteggiamento del Ministro Salvini che si è dichiarato indifferente ai richiami al rispetto della normativa, sentendosi forte dell’ampio consenso popolare. Ritenersi al di sopra delle leggi e svincolati dal rispetto del principio di legalità solo perché si è stati eletti, rappresenta un atteggiamento inaccettabile.

L’illecito praticato dal governo è anche internazionale. Già la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo nel 2014 aveva condannato l’Italia per un’azione di respingimento di minori.

Non possiamo permettere che il nostro Paese dimentichi la cultura dell’accoglienza e della solidarietà che, pur nella complessità del fenomeno, deve continuare a definire la nostra identità nazionale."

da ANPI, Associazione Le Rondini, CGIL- Senigallia, Libera – Senigallia, GRIS (gruppo regionale immigrati Marche), La città Futura, Possibile, Movimento donne contro il razzismo, Associazione Confluenze

In pdf l'elenco dei cittadini aderenti



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-09-2018 alle 10:29 sul giornale del 10 settembre 2018 - 1758 letture

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