Processo per l'alluvione: il comitato, "Una battaglia per la verità a favore di tutta la città"

19/07/2018 - Si terrà il 12 novembre prossimo l'udienza preliminare del processo penale relativo all'alluvione del maggio 2014 che ha colpito la città di Senigallia.

A battersi per far emergere la verità e le eventuali responsabilità il Coordinamento Comitati Alluvione e l'Unione Nazionale Consumatori, guidata dall'avvocato Corrado Canafoglia.

"Riconosciamo il diritto alle presunzione di innocenza agli indagati sino alla sentenza definitiva - sottolinea l'avvocato Corrado Canafoglia -ma non possiamo non evidenziare alcuni aspetti importanti. Gli indagati sono eccellenti (si tratta del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, il comandante della Polizia Municipale Flavio Brunaccioni, l'ex sindaco Luana Angeloni, il dirigente comunale Gianni Roccato, l'ex dirigente della Provincia di Ancona Massimo Sbriscia, il capo dell'autorità di bacino Mario Smargiasso e i tecnici della Regione Marche Alessandro Mancinelli e Libero Principi), che rappresentano il sistema di prevenzione e protezione locale che avrebbe dovuto tutelare l'incolumità fisica dei cittadini, costituito dal Comune di Senigallia, dalla Provincia dì Ancona e dalla Regione.

Sin da subito il Coordinamento dei Comitati e l'Unione nazionale Consumatori hanno sostenuto che l'alluvione non è stato un evento imprevedibile ed eccezionale, come invece il Sindaco ed altri affermavano. Avevamo individuato le cause dell'alluvione nella mancata manutenzione del fiume da parte degli Enti competenti, nelle criticità manifestate nella gestione della fase della prevenzione e dell'allarme alla cittadinanza e nella politica urbanistica della Città.
Ricordiamo una frase di un noto politico senigalliese proferita al tempo dell'approvazione del PAI: "Si è preferito il diritto di pochi a costruire rispetto al diritto alla sicurezza di tutti i cittadini": quelle parole sono rimaste scolpite e purtroppo hanno un fondamento perché da quell'atto del consiglio comunale discendono molti dei problemi che hanno poi causato l'alluvione.

"In questi anni abbiamo subito attacchi personali ed accuse, tanto che qualcuno ha deciso di fare un passo indietro per paura, ma noi siamo andati avanti convinti che la battaglia non è solo nostra, ma è di tutta la Città, ancora oggi sottoposta al pericolo di esondazione del Fiume Misa."

Una battaglia che va avanti volta a chiarire la verità, ma anche a mitigare il rischio alluvione del Fiume Misa. "Nonostante le pesanti accuse che pesano sugli indagati - sottolinea qualcuno - niente è stato fatto. I lavori sul fiume in più di un'occasione presentati, non sono stati fatti come avrebbero dovuto per eliminare i rischi per la popolazione, che è già stata colpita duramente dall'evento del 2014".

"E' un traguardo come comitato essere giunti al decreto di fissazione della prima udienza di questo processo, a cui nessuno all’indomani dell’alluvione credeva possibile - sottolinea Canafoglia, che aggiunge - un altro documento che dà forza alla nostra ricerca della verità un’ordinanza emessa nel gennaio 2017 dal Sindaco di Senigallia che ammette che tra le concause dell’alluvione vi è la mancata manutenzione del fiume (In data 3 maggio 2014 si e verificato un gravissimo fenomeno alluvionale, che ha causato vittime e tali fenomeni sono stati determinati anche, come concausa dalla ostruzione: e mancata pulizia degli alvei dei fiumi, avendosi come effetto anche il danneggiamento di alcune opere pubbliche - Ordinanza N° 50 del 31/01/2017 Oggetto: Ordinanza sindacale per la pulizia e messa in sicurezza della foce del fiume Misa, a salvaguardia della pubblica incolumita' e per prevenire fenomeni di allagamento del centro abitato in caso di forti piogge).

Entrambi i documenti smentiscono coloro che a prescindere difendevano l’azione di chi doveva tutelare la Città dall’alluvione ed avvalorano la tesi della responsabilità umana da noi sempre sostenuta. In particolare con quell’ordinanza il Sindaco Mangialardi punta il dito contro chi doveva effettuare la manutenzione e non l’ha fatto. Alla luce di questo viene da chiedersi: perché il sindaco Mangialardi non si è schierato subito dalla parte dei Comitati, anzi li ha osteggiati ? Perché non afferma oggi apertamente che i Comitati avevano ragione sulla responsabilità umana, almeno per quanto riguarda la mancata manutenzione del Fiume Misa? Perché subito dopo l’alluvione non ha sporto querela contro coloro che dovevano curare la manutenzione del Fiume e non l’hanno fatto? Perché ha emesso quell’ordinanza in cui parla di mancata manutenzione solo dopo aver che si è avuto notizia dell’approssimarsi della chiusura delle indagine preliminari sull’alluvione?"

E' solo attraverso il processo, ritengono i comitati, che i cittadini e le imprese alluvionate potranno ottenere il risarcimento dei danni subiti. E per questo è stata organizzata un’azione collettiva in modo tale da organizzare la partecipazione e per contenere i costi.

Per tutti gli alluvionati che intendono partecipare al processo appuntamento lunedì 23 luglio 2018 alle ore 21 al Teatro del Portone, per un incontro per spiegare le modalità di partecipazione al processo penale anche nell'ottica di ottenere il risarcimento del danno subito.





Questo è un articolo pubblicato il 19-07-2018 alle 12:41 sul giornale del 20 luglio 2018 - 2243 letture

In questo articolo si parla di cronaca, vivere senigallia, redazione, Sara Santini, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aWLO





logoEV