All'Arvultura il racconto di Gideon, nigeriano partito dalla sua terra quando aveva 8 anni

Senigallia 17/07/2018 - Libertà di partire, libertà di restare. Invece l'Italia viola il diritto internazionale poiché i respingimenti sono vietati dalla Corte Europea. Urge un momento di confronto e condivisione aperto alla cittadinanza in tema di migrazioni.

Il clima xenofobo e razzista alimentato dal nuovo governo ha portato al verificarsi di numerosi episodi di intolleranza verso stranieri e persone di colore in modo ingiustificato, episodi che rasentano la pura follia, come se una fetta del popolo italiano avesse perso il lume della ragione.

Poichè tacere non è più possibile, perchè chi tace è complice, lo Spazio Autogestito Arvultura propone mercoledì 18 luglio alle ore 21.15 l'intervista testimonianza di un giovane nigeriano, Gideon Kadiri Oluwatobi, arrivato a Lampedusa quando aveva 15 anni. Oggi Gideon, che a settembre compirà 23 anni, risiede a Falconara con la famiglia che l'ha preso in affido e ha da pochi giorni preso il diploma di cuoco presso l'Istituto Aberghiero Panzini di Senigallia.

L'incontro nasce dall'idea di un paio di insegnanti e dalla volontà di portare un dibattito così scottante tra i banchi di scuola dopo i fatti di Macerata, un momento in cui la tensione razziale si era strumentalmente alzata alle stelle. E dai banchi di scuola oggi si è sentita ancor più l'esigenza di coinvolgere un pubblico adulto. Perchè si sente sempre parlare di loro. Ma per una volta si vuole far parlare loro.

Gideon racconta il suo viaggio attraverso la Nigeria, il deserto, la Libia e infine il mare. In memoria di tanti che erano con lui e non ce l'hanno fatta. Un racconto per capire che chi arriva non è un pericolo, ma in pericolo. Un racconto per sapere come avvengono realmente questi viaggi e per aprirci a nuovi punti di vista, perchè il fenomeno da chi lo vive in territorio africano è molto più complesso di quello che vogliono farci credere e non si riduce a una mera questione tra rifugiati e migranti economici.

Un racconto per capire che viviamo in una società frastagliata, complessa e multietnica e le nostre categorie culturali legate all'italianità, alla cittadinanza e alla patria non sono più adatte a interpretarne e risolverne le problematiche.

Dopo il racconto intervista, seguirà un momento di dibattito aperto al pubblico, in cui interverranno anche gli educatori che hanno affiancato Gideon nel periodo che ha vissuto in comunità. La serata si conclude con un momento musicale. Tutta la cittadinanza è invitata.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2018 alle 09:59 sul giornale del 18 luglio 2018 - 924 letture

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