Al Melograno uno spettacolo sull'obiezione di coscienza

teatro generico 21/06/2018 - Per festeggiare i quaranta anni della legge 194/78 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza, il Movimento Donne Contro i Fascismi organizza lo spettacolo teatrale “Io Obietto”.

Questa idea nasce non solo dalla voglia di ricordare questa data fondamentale all'interno del panorama dei diritti delle donne, ma anche di ufficializzare la nostra adesione come movimento cittadino alla rete regionale 194senzaobiezione. Una rete a nostro avviso necessaria per far fronte agli allarmanti dati diffusi ad ottobre 2017, secondo i quali l'82% dei ginecologi marchigiani sono obiettori di coscienza. A questo ovviamente ne consegue un defict organizzativo delle strutture sanitarie pubbliche che non avendo personale disponibile, non riescono a garantire il percorso di interruzione volontaria di gravidanza. Per accorgersi della gravità della situazione basta pensare a realtà come quella di Jesi, dove pochi mesi fa il servizio è stato completamente sospeso o quella dell'ospedale regionale, dove viene garantito solo il percorso per le interruzioni terapeutiche e inviato ad una clinica privata convenzionata tutto il resto. La libera scelta delle donne in tema di maternità è un diritto fondamentale da preservare contro ogni strumentalizzazione.

“Io Obietto” è uno spettacolo di Elisabetta Canitano con la regia di Amandio Pinheiro messo in scena da quattro attrici, Chiara David, Natalia Magni, Laura Nardi e Valentina Valsania che con ironia e irriverenza raccontano la storia di Bianca, incinta di venti settimane, gravidanza gemellare, viene ricoverata in ospedale perché ha l’utero dilatato. Anche se la madre è in pericolo di vita, GLI OBIETTORI scelgono di non intervenire. In Italia l’obiezione di coscienza è così diffusa (70% del personale è obiettore e in alcune regioni si sfiora il 90%) da rendere difficile anche nelle strutture pubbliche l’applicazione della normativa. Lo spettacolo affronta quindi il tema dell’obiezione di coscienza e dell’influenza della Chiesa sul sistema sanitario nazionale.

Cosa succede alla donna se tutti i medici sono obiettori? Ricordiamo la storia di Valentina Milluzzo, incinta di 19 settimane che è morta di sepsi il 16 ottobre 2016 in un ospedale di Catania, i medici tutti obiettori si erano rifiutati di intervenire finché non si fosse fermato il battito fetale. “Non possiamo e non dobbiamo dimenticare le loro morti, perchè devono fare da luce salvifica per tutte le donne che sono ogni giorno a rischio di ricevere cure inadeguate alle loro necessità in nome di un’ideologia sedicente religiosa che sostiene che la vita immortale è da preferire alla vita che abbiamo, e che quindi il peccato sia da rifiutare a costo della propria sopravvivenza, con mille sfumature usate per confonderci e non farci capire quello che sta succedendo.”

Io obietto è uno spettacolo teatrale che spiega come è possibile che accada tutto questo: che sia accaduto ieri, che accada oggi, e come sia possibile che accadrà domani. Dedicato a tutte le donne che vedono lesi i propri diritti! Un’occasione per riflettere insieme e rafforzare la consapevolezza sui diritti delle donne. Vi aspettiamo! Per info e prevendite: Fb: Movimento Donne Contro i Fascismi Web: www.nuovomelograno.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-06-2018 alle 21:42 sul giornale del 22 giugno 2018 - 326 letture

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