L’epidemia di spagnola all'ultimo appuntamento della XIV edizione della Rassegna di Storia Contemporanea

12/06/2018 - Nella terza e ultima serata della XIV° edizione della Rassegna di Storia Contemporanea, promossa dal locale Centro Cooperativo Mazziniano nella location del Club Nautico di Senigallia (via della Darsena, 3), il dr. Olivio Galeazzi, medico e storico della Medicina, relaziona, mercoledì 13 giugno alle ore 21.15, sul tema “L’epidemia di spagnola del 1918”

Il dr. Galeazzi, che sarà presentato dal presidente del Centro Mazziniano Alessandro D’Alessandro, affronta l’epidemia che si diffuse a partire dal 1917 in tutto il mondo ed ebbe effetti catastrofici in popolazioni già delibilitate dalla penuria di cibo dovuta alla prima guerra mondiale. Può una pandemia cambiare il mondo? Esattamente un secolo fa è accaduto per effetto di un’epidemia segnalata per la prima volta dai giornali spagnoli, cioè di uno Stato non coinvolto nella Grande guerra e, dunque, non sottoposto alla censura bellica.

Nel febbraio 1918 l’Agenzia di stampa spagnola FABRA trasmetteva: «Una strana forma di malattia a carattere epidemico è comparsa a Madrid … L’epidemia è di carattere benigno non essendo risultati casi mortali». Se in Spagna si era cominciato a parlare della malattia, la stampa europea, soggetta in buona parte alla censura di guerra, poteva scrivere solo degli sviluppi della malattia nel paese iberico.

L’influenza spagnola si è poi rivelata il killer più feroce del ventesimo secolo: uccise in soli due anni milioni di persone: c’è chi dice 10, chi 20, chi addirittura 50 milioni. Tra le vittime ci furono anche artisti e intellettuali del calibro di Guillaume Apollinaire, Egon Schiele e Max Weber. Nonostante l’entità della tragedia, le conseguenze sono rimaste a lungo offuscate dalla devastazione del primo conflitto mondiale e relegate a un ruolo secondario. Recentemente è stata ricostruita (L. Spinney, “1918. L’influenza spagnola. La pandemia che cambiò il mondo”, Ed. Marsilio, 2017) la storia della pandemia seguendone le tracce in tutto il globo, dall’India al Brasile, dalla Persia alla Spagna, dal Sudafrica all’Ucraina e inquadrandola da un punto di vista scientifico, storico, economico e culturale; in questo modo è stato restituito alla “spagnola” il posto che le spetta nella storia del Novecento quale fattore in grado di dare forma al mondo moderno, influenzando la politica globale e il nostro modo di concepire la medicina, la religione, l’arte.

Il dr. Galeazzi tratterà di questi e di altri aspetti relativi all’evento che rappresentò una coda drammatica quanto imprevista della tragedia bellica che decretò la fine della civiltà ottocentesca e l’inizio di una diversa forma di contemporaneità.


da Associazione di Storia Contemporanea
Senigallia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-06-2018 alle 11:19 sul giornale del 13 giugno 2018 - 284 letture

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