Pio IX e il 13 maggio: le riflessioni sul Papa-Re di don Giuseppe Cionchi

14/05/2018 - Il 13 maggio è una data storica per l’Italia e per il mondo; tale rimarrà nei secoli. Ricorda infatti sia l’inizio delle apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917 con i famosi “segreti” tra i quali l’attentato a Giovanni Paolo II, oggi santo, e il crollo del comunismo: la più grande, terroristica e sconvolgente dittatura della storia (con circa 100 milioni di morti, tra Stalin, Mao e simili…); sia la data di nascita di Giovanni Maria Mastai Ferretti (13 maggio 1792) il più illustre cittadino di Senigallia, poi Papa Pio IX.

E’ vero che è l’ultimo Papa-Re, ma – nonostante la breccia di Porta Pia e l’invasione dei Savoia (guerrafondai, anticlericali im linea con la massoneria per distruggere la Chiesa, che hanno fatto del Risorgimento una serie continua di guerre per il proprio potere “sgozzando” il proletariato italiano che si è scrollato i Savoia con la spallata della scelta della Repubblica nel 1946 - inizia la serie dei grandi Papi della storia del mondo attuale fino a Papa Francesco che è sui mass-media del mondo quasi ogni giorno. Nella liturgia presso la Chiesa della Croce (indicata come la chiesa più bella del mondo ai turisti, anche cinesi, sia pure con enfasi dallo speaker di turno, d.Giuseppe) di Domenica 13 maggio alle ore 17, il celebrante don Cionchi, nell’omelia, dopo il ricordo dell’Ascensione con lo specifico riferimento al “posto in paradiso”, interpretato dagli apostoli/discepoli di Gesù come il “tempo della ricostituzione dello Stato d’Israele” (il potere ebraico: sic!), ha presentato la festa della mamma e del papà, con l’interrogativo: “chi dice grazie a mamma e papà”?, passando, poi, a Pio IX come il Papa delle grandi iniziative pastorali, come il Papa del Risorgimento senza guerre, con il grido NO WAR: mai la guerra, e come il Papa quale più grande e illustre benefattore della città di Senigallia, perché a lui si deve la “cittadella della ospitalità”, oggi Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti, con oltre 250 persone ospiti e oltre 150 persone per l’assistenza di ogni genere, di qualsiasi provenienza, senza neppure l’ombra di “razzismo”, come è stata accusata recentemente sui mass-media dalle fake news (notizie false) di qualche giorno fa.

Come Papa-Re - dopo la santa fuga a Gaeta(1848-1850 per il timore che le guardie civiche gli facessero ingerire un intruglio diaboliko per dichiarare la guerra all’Austria – ha riorganizzato lo Stato pontificio, di cui non è possibile non citare la colossale progettazione e - in parte – la realizzazione della ferrovia Roma-Ancona e Ancona- Bologna, per cui c’è un semibusto alla stazione di Senigallia, omaggio di ferrovieri onesti, lavoratori e riconoscenti, anche se alcuni – pochissimi – sono bestemmiatori, anticlericali, antipapalini e mazziniani di vecchio stampo. E’ stato un dovere e un atto di grande riconoscenza – al termine della celebrazione – uscire dalla chiesa, in corteo, e portarsi davanti alla facciata del palazzo Mastai per depositarvi una corona inserita nell’apposito spazio dal dr. Maurizio Perini, cui è seguita la preghiera a Pio IX, scritta dal vescovo Odo Fusi Pecci, grande ammiratore e infaticabile Postulatore (dietro le quinte) della causa di Beatificazione di Pio IX. Il corteo era aperto da alcuni impeccabili membri dei Templari cattolici d’Italia e della Confraternita dei Crocesegnati, il cui Governatore, Giampiero Streccioni-Girolimetti ha spiegato le date fatidiche di cui sopra, all’inizio della celebrazione eucaristica.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2018 alle 16:57 sul giornale del 15 maggio 2018 - 1000 letture

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