Ostra Vetere: il commiato del Presidente della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Minghi

25/04/2018 - La novantaseiesima Assemblea della Banca di Credito Cooperativo di Ostra Vetere che si terrà nella mattinata odierna, a Ostra Vetere, avrà un connotato “storico”: Giuseppe Minghi, prossimo alla soglia dei 25 anni di Presidenza, si accinge a lasciare la guida di una delle Banche di Credito Cooperativo più dinamiche e solide dell’intera Regione Marche.

“Una scelta autonoma e personale, presa per favorire il cambiamento - commenta Minghi - in un contesto in cui, mai come oggi, siamo chiamati a ripensare il modello di fare Banca, declinandolo in base alle moderne aspettative di una clientela evolutasi per esigenze e profili.

Il costituendo Gruppo Bancario, un cantiere in costruzione, dove molto è ancora da realizzare, è una grande opportunità da cogliere per partecipare in modo proattivo ed influire nella sua definizione a partire dalle fondamenta.

La Bcc di Ostra Vetere ha dimostrato nel tempo di avere forza, idee ed esperienza per affrontare il cambiamento e, sono certo, lo saprà fare anche in questa occasione, grazie ad una invidiabile solidità di fondo, una governance che nel tempo ha dimostrato tutta la sua capacità, nonchè dipendenti giovani, preparati e soprattutto capaci di saper ascoltare.

Servirà, come al solito, impegno, flessibilità, attaccamento verso la Banca da parte di tutti.

I risultati si ottengono sempre e solo insieme.

Lo spirito con cui si dovrà affrontare un futuro impegnativo davanti a noi è quello di salvaguardare e migliorare, se possibile, il modello originale di banca che abbiamo realizzato.

Per riuscire in tutte le imprese, economiche e non, è fondamentale lo spirito sottostante e l’intensità con cui le si affronta, più dei dati tecnici e di mercato, che pure sono importanti.

Guardiamo al futuro, quindi, consapevoli fino in fondo del contesto e con il giusto spirito.

Ed è in questa ottica, cercando da un lato di evitare una sterile retorica, dall’altro di guardare al futuro senza enfatizzare il passato, che mi permetto alcuni suggerimenti a coloro che si apprestano a guidare il cambiamento della nostra Banca.

Il primo è quello di rileggere gli scritti di Einaudi in quanto preziosi per affrontare con occhi distaccati, non indifferenti, le problematiche attuali, in particolare la responsabilità etica e professionale del banchiere, un ruolo che richiede competenze tecniche e prudenza etica straordinarie e che costituiscono una dimensione fondativa originaria e imprescindibile.

Credo che tornare a questa dimensione sia essenziale.

Un ulteriore aspetto è quello di porre la massima attenzione affinchè il vincolo del territorio e le necessità dei Soci non prevalgano sul merito del credito e sulla valutazione tecnica dei rischi.

Negare, al di fuori delle logiche del mercato il credito ai Soci ed ai Clienti che lo richiedono pur non avendone le qualità, è certamente faticoso ed impopolare. Si rischia di non essere salutati sotto casa, ma fa crescere la comunità locale. I favori agli amici, al contrario, la sviliscono, la intossicano lentamente. E quando ciò accade i costi sono altissimi.

Un ultimo invito è quello di essere intermediari della fiducia dei Soci e delle comunità locali, lavorare per la promozione del benessere dello sviluppo complessivo, assicurare un servizio finanziario efficiente e costantemente innovativo, ricercando costantemente partecipazione ed inclusione.

Il socio dovrà essere la ragion del fare e di fare sempre meglio. La misura della sua soddisfazione rappresenta il vero successo dell’agire della Banca.

Grazie a tutti coloro che in questo lungo cammino mi hanno onorato della loro stima e fiducia.”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2018 alle 04:18 sul giornale del 26 aprile 2018 - 1840 letture

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