Carceri, da lunedì 23 aprile visita del Sappe ai penitenziari delle Marche

Carcere 21/04/2018 - Capece: “Situazione di tensione nelle carceri degenera ogni giorno. Servono interventi” .

Non ha la fine la scia di violenza e sangue che caratterizza ormai da molto tempo il mondo delle carceri, alcuni detenuti particolarmente aggressivi ed arroganti ed appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.

E da lunedì 23 aprile il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE ha in agenda alcuni importanti appuntamenti nelle Marche.

Lunedì si terrà a Fossombrone il Congresso regionale SAPPE delle Marche: a presiedere l’Assise del Sindacato Donato CAPECE, segretario generale del SAPPE. I lavori si apriranno con la relazione tecnica del Segretario regionale del SAPPE per le Marche Nicandro Silvestri.

“Le Marche sono, per la Polizia Penitenziaria, una regione complessa dal punto di vista operativo. Sono tante le criticità e le problematiche che caratterizzano le sette strutture detentive regionali”, sottolinea SILVESTRI. Che aggiunge: “Per fortuna di tutti, anche nelle Marche il Corpo di Polizia Penitenziaria è costituito da persone che nonostante l'insostenibile, pericoloso e stressante sovraffollamento credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d'identità e d'orgoglio. Persone che lavorano ogni giorno, nel silenzio e tra mille difficoltà ma con professionalità, umanità, competenza e passione nel dramma delle sezioni detentive delle carceri marchigiane”.

Il SAPPE visiterà quindi le carceri di Pesaro e i due penitenziari di Ancona.

Donato Capece ha parole di apprezzamento per i poliziotti penitenziari delle Marche: “E’ solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie.La situazione delle carceri si è notevolmente aggravata. Basterebbe avere l’onesta di esaminare i dati sugli eventi critici accaduti in carcere nell’anno 2017”, denuncia. “I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nell’interno anno 2017 sono inquietanti: 9.510 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell’anno 2016, già numerosi: 8.586), 1.135 tentati suicidi (nel 2016 furono 1.011), 7.446 colluttazioni (che erano 6.552 l’anno prima) e 1.175 ferimenti (949 nel 2016). Nelle Marche, poi, parliamo di 157 atti di autolesionismo, 1 decesso per cause naturali, 1 suicidio, 20 tentati sventati dagli uomini della Polizia Penitenziaria, 73 colluttazioni e 22 ferimenti. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

Per il SAPPE “lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti”.

E la proposta è proprio quella di “sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili”.

Anche per questo il giudizio di Capece sulla riforma dell’ordinamento penitenziario è sempre stato critico: “I dati ci confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni - che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante – sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli Agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria. Avere carceri meno affollate e più moderne non vuol certo dire aprire le porte delle celle, come pure prevedeva la scellerata riforma penitenziaria che mi auguro sia da considerarsi atto da relegare negli archivi del Parlamento!”.


da Sappe
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2018 alle 09:37 sul giornale del 23 aprile 2018 - 741 letture

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