Una fotografia di Mario Giacomelli per la copertina della nuova edizione francese di Spoon River

18/04/2018 - Esponendo al pubblico la nuova edizione francese di Spoon River il prof. Bugatti ha premesso: ”Per me, che dirigo il Museo di Senigallia, dove sono conservate le fotografie dello storico Gruppo Misa, la nuova edizione francese di Spoon River si segnala immediatamente perché porta in copertina una delle fotografie dedicate a Spoon River proprio da Mario Giacomelli.

Per questo quando ieri Bastien Manach, redattore capo della rivista Polkamagazine me ne ha dato una copia la ho fatta mettere subito nella vetrina delle novità culturali del Museo d’arte moderna di Senigallia in omaggio a Giacomelli”. ”Poi con Manach e Katiuscia Biondi Giacomelli”, ha aggiunto il prof. Bugatti, “abbiamo passato in rassegna le foto di Giacomelli per Spoon River, che erano appena tornate dalla mostra della raccolta senigalliese al Mamm di Mosca”.

Ma bisogna dire anche che ogni edizione di Spoon River in Francia o in Italia ha tante specifiche ragioni per costituire un evento. L’attuale Spoon River, Catalogue des chansons de la rivière, presenta per esempio la novità del testo d’Edgard Lee Masters nella traduzione del Général Instin, nell’edizione di Patrick Chatelier, su un’idea di Benoît Vincent. È dunque un evento già per via della traduzione francese. In merito viene da pensare a quando negli anni ’60 grazie a Fernanda Pivano e sotto la supervisione di Cesare Pavese il libro uscì in italiano.

Fu un evento perché in contemporanea tutta l’Europa riconobbe il genio di Lee Masters, che rientrava perfettamente nella generazione di poeti cosiddetti realisti, postromantici, affamati di verità, stanchi di versi d’amore e di languori. Mentre Masters accendeva la fiamma della poesia realista, nel mondo della narrativa emergevano personaggi come Hemingway, Faulkner, Dos Passos, Steinback.

Ancora oggi si può visitare il cimitero sulla collina dove tutti i personaggi descritti da Lee Master riposano. Del libro, nel 1915, Ezra Pound fu il primo sostenitore. Però per aver raccontato queste storie di vita Lee Masters fu rifiutato dalla cittadina e allontanato dalle persone con cui era cresciuto. Non gli perdonarono di averle messe in imbarazzo pubblicamente. Cercò di continuare a fare lo scrittore.

Però con nessun altro suo libro raggiunse l’efficacia ed il successo dell’Antologia. Morì dimenticato da tutti. E’ stato notato che gli era costato caro umanamente il miracolo di aver fatto nascere dal gossip dell’agricola Lewinstown e dalla passione per i poeti greci la nuova poesia americana dei primi del ‘900. Infatti quando gli si era accesa l’attenzione sugli epitaffi del cimitero di Spoon River stava leggendo l’Antologia Palatina, una raccolta di epigrammi, composti con l’intento di far riflettere i lettori. L’antologia composta da più di duecento epitaffi del cimitero di Spoon River, dissacra l’inviolabile privato del villaggio. E’ vero che i nomi degli abitanti furono cambiati, ma molti si riconobbero ugualmente nei racconti di vigliaccheria, di affari non pulitissimi, di omicidi, soverchierie, persecuzioni.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2018 alle 11:28 sul giornale del 19 aprile 2018 - 467 letture

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