Ostra Vetere: "Il ritorno del Traiano", domenica la presentazione

20/03/2018 - Il ‘Traiano’ di Ostra antica torna a Ostra Vetere grazie al munifico intervento del GIS (Gruppo Imprenditori Senigalliesi), assicurato sia da parte del Gruppo nel suo insieme che, individualmente, da parte di alcuni soci che attraverso l’Art Bonus hanno messo a disposizione del Comune di Ostra Vetere i fondi necessari per ottenere dal Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, dove è oggi conservato l’originale, una copia tridimensionale della monumentale scultura di età romana rinvenuta nell’area di Ostra antica, in contrada Muracce di Ostra Vetere, nel lontano 1841.

La statua, vanto del museo ginevrino, tornerà dunque (in una copia realizzata con tecnologie avanzate, e a grandezza naturale) nei luoghi per i quali venne concepita e realizzata. Sarà conservata a Ostra Vetere, all’interno del Museo cittadino che oggi custodisce una varietà di altri reperti che documentano la composta civiltà del ‘municipium’ romano di Ostra. Comunemente identificata come il ‘Traiano’ (in realtà non raffigura l’imperatore, bensì probabilmente un notabile dell’epoca), la statua venne portata alla luce nella prima metà dell’ottocento sul sito della città romana durante lavori agricoli eseguiti dalla famiglia di Giovanni Brunetti. Venduta a Nicola Brunetti, possidente del luogo, fu in seguito ceduta al bolognese Gregorio Lazzarini che la fece restaurare dallo scultore Salvino Salvini. Nonostante il parere favorevole di una commissione della Reale Accademia di Belle Arti che la giudicò “opera pregevolissima” e individuò appunto nell’imperatore Traiano il personaggio effigiato “sotto le forme di Marte”, lo Stato ritenne di non acquistare la statua, che nel 1867 passò a Gaetano Girotti e nel 1893 fu venduta dal figlio di questi al Comune di Ginevra che la collocò nel Musée Rath, il cui patrimonio espositivo confluì in seguito nel Musée d’Art et d’Histoire dove l’originale dell’opera è, si diceva, tuttora conservato.

Esposto con una indicazione generica di provenienza (il museo ginevrino lo presentava come rinvenuto ad Ancona), il capolavoro di arte antica venne negli anni ottanta identificato per quello trovato ad Ostra Vetere dal prof. Mario Spadoni, ostraveterano di origine, che durante una visita al Museo riconobbe la statua grazie alla copia in suo possesso di una vecchia fotografia conservata nell’archivio della locale parrocchia di S. Maria di Piazza. Questo riconoscimento permise al Museo di modificare il sito del rinvenimento dell’opera restituendo, così, al nostro ‘Traiano’ la sua originaria provenienza. Da allora si sono succeduti più tentativi, da parte di più Sindaci, di riportare a Ostra Vetere almeno una copia della statua, non potendo pensare a un recupero dell’originale che a Ginevra è arrivato dopo una legittima serie di passaggi di proprietà. Nel 2006 il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna avviò, dietro richiesta dell’Amministrazione Comunale di Ostra Vetere, una sistematica attività di scavo nel sito della città romana, proseguita con organiche campagne annuali.

Fu questa collaborazione che offrì l’occasione per ripensare all’eventuale recupero di una copia della statua, ma la conseguente richiesta ufficiale al Museo di Ginevra per ottenerne il calco non portò ad alcun risultato. Nel 2016 i contatti sono stati ripresi e si è finalmente ottenuto il permesso per dar corso alla riproduzione dell’opera attraverso un rilievo tridimensionale, a cui riguardo l’Amministrazione Comunale presieduta dal sindaco Luca Memè ha attivato il circuito dell’Art Bonus. La statua, in marmo bianco, è alta 213 centimetri e raffigura un uomo stante, in nudità eroica, con la gamba destra portante e la sinistra flessa e arretrata, appoggiata al suolo con la punta del piede. La parte inferiore delle gambe è stata interamente reintegrata dallo scultore Salvini. Questo spiega la presenza di sandali di tipo greco, che non è abituale in statue di questo genere. Sempre al Salvini si deve il plinto di base, dal quale emerge il sostegno in forma di tronco d’albero, conservato nell’originale solo per la parte superiore, quella che aderisce alla coscia destra del personaggio. Come si è detto, la commissione del 1865 vide nella scultura una rappresentazione dell’imperatore Traiano raffigurato “come Marte”; in realtà, come si è già accennato, la critica moderna ha ormai dimostrato che il personaggio ritratto non è Traiano ma, probabilmente, un notabile locale o un individuo comunque importante che, per un motivo che ignoriamo, si era reso particolarmente benemerito nei confronti della città.

L’indubbia rassomiglianza con l’imperatore è dovuta al fenomeno dell’assimilazione del ritratto del privato cittadino a quello del ‘princeps’ regnante, il che conferma la datazione della statua al secondo decennio del II secolo d.C., vale a dire fra gli ultimi anni del regno di Traiano e l’inizio del principato di Adriano. Non si conosce l’esatto luogo del ritrovamento della statua e quindi, a maggior ragione, della sua collocazione nella antica città di Ostra. È comunque verosimile che la scultura fosse posizionata o nel foro o all’interno del teatro. Purtroppo la scarsa conservazione delle epigrafi ostrensi ci priva di uno strumento che sarebbe prezioso per l’identificazione del nostro personaggio. Di certo però, che si tratti o meno di Traiano, questo esemplare reperto della civiltà di Roma antica potrà adesso essere virtualmente goduto ed apprezzato anche dai cittadini di Ostra Vetere, come parte integrante di quel patrimonio di memorie che integra e nobilita la storia e l’identità del paese.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2018 alle 18:51 sul giornale del 21 marzo 2018 - 1015 letture

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