Aggressione al Pronto soccorso: i sindacati, "Necessaria maggiore sicurezza"

ospedale di senigallia 26/02/2018 - Dopo l'aggressione di sabato mattina al pronto soccorso, gli operatori vogliono far sentire la loro voce. La questione sicurezza, più volte affrontata non è infatti ancora stata risolta.

"Nonostante la Raccomandazione n.15 del Ministero della Salute “TRIAGE e Pronto Soccorso” del 2013, - fa presente Nadia Manuali Delegata RSU FP CGIL - nonostante le continue segnalazioni fatte dal Direttore dell’UOC Pronto Soccorso di Senigallia sul problema “SICUREZZA”, ultima segnalazione inoltrata ad inizio mese, nonostante i ripetuti episodi di violenza e di aggressione verso il personale ospedaliero, che potrebbero mettere fortemente a rischio anche i cittadini che necessitano di cure urgenti, l’ASUR non ha dato il via ai lavori di adeguamento e di messa in sicurezza del Pronto Soccorso Senigalliese."

Negli ultimi mesi si è sempre parlato molto del depotenziamento dell’Ospedale di Senigallia, ma è altrettanto importante e doveroso informare la cittadinanza sulla mancanza di sicurezza in cui verte il nostro Pronto Soccorso", continua Nadia Manuali.

"Sono iniziati i lavori per la Risonanza Magnetica, hanno aggiunto un front-office per il laboratorio analisi, tutti adeguamenti importanti, ma non da meno dovrebbero essere i lavori per il Pronto Soccorso che opera quotidianamente in regime di emergenza/urgenza e non eroga prestazioni sanitarie programmate - puntualizza inoltre Simone Paradisi Delegato RSU FP CGIL - La SICUREZZA degli operatori e dei cittadini è una priorità, da anni, l’aspetto logistico e strutturale del Pronto Soccorso di Senigallia non la garantisce.
La collocazione della sala d’attesa rispetto al Triage non permette una sorveglianza a vista di tutte le persone presenti e di tutte quelle che entrano ed escono dal Pronto Soccorso.

L’attuale postazione di Triage oltre a non permette all’infermiere triagista di effettuare un’adeguata e completa raccolta dati, necessaria per la corretta attribuzione del codice colore di priorità di accesso, non garantisce la privacy indispensabile durante l’accoglienza del paziente.

La mancanza di una porta interna, ad apertura controllata, per accedere alle sale visita ed all’osservazione temporanea dove sostano i pazienti barellati, rende i locali del pronto soccorso accessibili a tutti, mettendo a rischio l’incolumità di tutti gli operatori e degli utenti in attesa.

Il problema della sicurezza del cittadino non è riconducibile solo all’aspetto logistico, bensì alla carenza cronica di personale sanitario. La determina ASUR n.357 del 20 giugno 2017 oltre ad indicare i percorsi del paziente in pronto soccorso, indica e stabilisce quali sono gli standard di personale necessario per ottimizzare gli attuali livelli di efficienza ed efficacia dell’emergenza/urgenza. Ad oggi e dopo quasi un anno, i Dirigenti dell’Area Vasta 2 non hanno minimamente incrementato il personale medico ed infermieristico per sanare questa situazione, in particolar modo nel Presidio Ospedaliero di Senigallia, che solo nell’ultimo anno, ha erogato oltre 30 mila prestazioni di Pronto Soccorso."





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2018 alle 16:30 sul giornale del 27 febbraio 2018 - 2136 letture

In questo articolo si parla di attualità, vivere senigallia, redazione, Sara Santini

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