Serra de' Conti: inaugurazione di “Monaci - Silenzio e colore nell’opera pittorica di Padre Paolo Tarcisio Generali”

23/02/2018 - Serra de’ Conti celebra l’anno giubilare del patrono Beato Gherardo con una mostra di opere del camaldolese Padre Paolo Tarcisio Generali (1904-1998), fanese, uno degli interpreti più ammirati della vicenda gherardiana.

La mostra, curata dal critico d’arte Giovanni Gardini, sarà inaugurata il 3 marzo prossimo alle ore 17 presso la Chiesa di San Michele, dove sarà visitabile sino all’8 aprile. Una rassegna, quella serrana, emblematica della scelta vocazionale di Gherardo -che fu monaco formandosi a Santa Croce di Sassoferrato- e anche di quella di Padre Generali del quale vengono proposte opere ‘focalizzate’ sulla vocazione ascetica, come lo stesso titolo suggerisce in modo esplicito.

Organizzata dalla Parrocchia di Santa Maria de Abbatissis e dal Comitato per il Giubileo del Beato Gherardo col supporto del Comune di Serra de’ Conti e col sostegno di Unipol Sai Assicurazioni, la rassegna documenta infatti uno dei tratti che con maggiore intensità scandiscono la ricerca di Padre Generali. “Per tutta la vita e attraverso i periodi artistici percorsi -così annota Giovanni Gardini presentando la mostra-, la rappresentazione dei monaci, e con essi dell’esperienza monastica, è stata per lui un filo conduttore imprescindibile; dalla fremente pittura del periodo rosa, a quella geometrica della metà degli anni 50, fino all’esplosione cromatica degli anni ’60 dove ormai ha abbandonato definitivamente il pennello in favore della spatola”.

A Serra de’ Conti padre Paolo Tarcisio Generali ha lasciato l’intatta impronta della sua arte decorando proprio la cappella del Beato Gherardo, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria de Abbatissis. Al pennello di Padre Generali si debbono alcuni fra i segni tangibili della devozione gherardiana grazie ai grandi dipinti parietali che Generali realizzò a Serra del ‘5, raffiguranti il Beato Gherardo rispettivamente nell’atto di distribuire il pane e di esorcizzare.

Padre Tarcisio ha anche raffigurato nella cappella serrana quattro santi camaldolesi e benedettini (Romualdo, Pier Damiani, Alberto da Sassoferrato e Giovanni Gualberto), virtuale omaggio ad una scelta vocazionale che aveva accomunato, con l’intermezzo di sei secoli di storia, tanto il santo di Serra de’ Conti quanto l’artista destinato a rinvigorirne la memoria. Di qui l’iniziativa di questa mostra d’arte che offre una selezione significativa di opere dell’artista camaldolese, figura di raro e singolare spessore anche per il suo frastagliato, pensoso ed intenso itinerario biografico.

Paolo Generali nasce a Fano nel giugno del 1904, ereditando la sapiente vena artistica e decorativa del padre Alfonso. Nel 1932, dopo una intensa ricerca spirituale compiuta nell’eremo di Monte Giove, che sovrasta l’abitato di Fano, entra nella famiglia camaldolese e due anni dopo inizia il cammino del noviziato. Nel frattempo coltiva il suo amore per la pittura trovando nella stessa vita monastica e nei confratelli motivo di creatività e ispirazione, e raccogliendo lusinghiere gratificazioni.

Nel 1936 Paolo, che nella vita monastica ha aggiunto al nome proprio il secondo nome di Tarcisio, si trasferisce dall’eremo di Camaldoli a quello di Fonte Avellana, alle falde del Catria, dove si perfeziona negli studi teologici. Nel 1942 riceve l’ordine sacro e torna a Camaldoli dove resterà sino al 1946, per poi stabilirsi di nuovo nell’originaria e amatissima sponda fanese, tra le silenziose mura di Monte Giove.

A partire dalla fine degli anni quaranta il suo impegno artistico è consacrato dalle prime apprezzate mostre personali e anche dall’attenzione della critica; si tratta di anni di lavoro fecondo, che contribuiscono a farlo conoscere anche a livello di grande pubblico. Sul piano personale si apre invece per lui una stagione di riflessione che lo porterà, alla fine del decennio successivo, ad ottenere una dispensa a seguito della quale uscirà dal monastero e tornerà in famiglia, senza peraltro alterare o ridurre il senso del mistico e la fedeltà alla scelta vocazionale che continuava a sentire profondamente. Ne sono prova il ritorno alle celebrazioni liturgiche e, nel ’76, il rientro a Camaldoli dove resterà poi sino alla morte, che lo coglierà all’età veneranda di 94 anni.

La mostra di Padre Generali sarà visitabile a Serra de’ Conti ogni sabato e domenica dalle 10, 00 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30, gli altri giorni su prenotazione via telefono -0731.871739 nella fascia oraria 10,30 - 12,30/16,30 -19,30, ovvero per mail a info@museoartimonastiche.it.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2018 alle 19:09 sul giornale del 24 febbraio 2018 - 721 letture

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