Ostra Vetere: Montenovonostro, "mensilario" della iugulatoria Unione dei Comuni dal ridicolo nome

22/02/2018 - Giusto due mese fa, il 22 dicembre 2017, l’amministrazione comunale che purtroppo abbiamo, ha deciso un nuovo e più preoccupante affronto all’Autonomia Comunale, che “montenovonostro” strenuamente difende, tanto da aver posto l’Autonomia al centro dei tre pilastri ideologici che professa: Libertà, AUTONOMIA, Giustizia.

E l’abbiamo detto e ridetto più volte che i tanti e troppi progetti sciorinati dal Partito Deformatico che insegue il cambiamento a tutti i costi, prima con la Fusione “Obbligatoria”, poi con la Fusione per “Incorporazione”, infine con Unione dei Comuni propedeutica alla Fusione per eludere il Referendum, ci trovano nettamente contrari perché pregiudizievoli all’autogoverno del Comune.

E non solo l’abbiamo detto e scritto in numerosissimi comunicati, ma l’abbiamo anche ribadito con una lettera inviata al sindaco appena si è diffusa la notizia della convocazione del Consiglio Comunale, lo scorso 18 dicembre 2017. Eccola: “Ostra Vetere, 18 dicembre 2017 Protocollo: 20171218UC. Oggetto: Unione Comuni. Al Sindaco del Comune di 60010 Ostra Vetere (AN).

Molti Comuni circonvicini hanno deliberato quell’Unione dal ridicolo nome contro la quale abbiamo già espresso la nostra contrarietà, perché prevediamo che conduca poi alla Fusione che invece contrastiamo risolutamente, perché tradirebbe l’Autonomia Municipale che è stata orgoglio identitario e vanto civile di libertà del paese per 900 anni. Per questo motivo ci permettiamo di insistere nuovamente: l’attuale amministrazione non si renda complice di una decisione che non è solo inopportuna, ma addirittura dannosa per l’Autonomia e soprattutto penalizzante per la tradizione di autogoverno locale, che non può essere accantonata e tradita senza valide ragioni e soprattutto senza e contro il consenso popolare.

Un principio nel quale noi crediamo è quello della partecipazione popolare alla vita pubblica, soprattutto per quelle decisioni che più delle altre incidono nell’assetto istituzionale. Eppure la stessa partecipazione popolare era argomento insistente anche per la parte politica di sinistra cui si ispira la sua maggioranza amministrativa. Ci si domanda che cosa possa essere successo in questi trenta anni da aver indotto la sinistra politica non solo ad abbandonare il principio della partecipazione popolare, ma addirittura a negarlo, fino a tradirne l’intima idealità, fino a procedere imperterrita sulla strada della negazione della partecipazione popolare, imponendo in fretta e furia una decisione di sola maggioranza (ammesso che lo sia ancora), contro tutte le istanze contrarie delle minoranze.

Rivolgiamo un accorato appello affinchè venga sospesa ogni decisione e acquisito il parere della generalità della popolazione prima di decidere l’Unione, senza forzature e senza imposizioni. Accolga questa nostra richiesta e sospenda una decisione inopportuna fino a quando il popolo sovrano montenovese non si sarà espresso attraverso la partecipazione popolare. Solo così potrà dimostrare che la sinistra politica conserva ancora sani principi di libertà e autonomia che difendeva fino a trent’anni fa e che ora invece abbandona e tradisce. Salvi l’Autonomia Municipale, la partecipazione democratica, la libertà decisionale del popolo e la giustizia ideale, o il popolo sarà chiamato a giudicarla per quello che avrà fatto. Doverosamente. montenovonostro”.

Non ci ha ascoltato: il 22 dicembre, giusto due mesi fa, ha convocato il Consiglio Comunale che, con i voti della sola maggioranza di sinistra, ha deciso definitivamente per l’Unione dei Comuni che prevede, dopo un breve periodo attuativo, la definitiva fusione del nostro Comune in quello di Senigallia. E non ha nemmeno risposto alla nostra lettera, a conferma del disprezzo che il Partito Deformatico riserva a chi non si allinea alle sue pretese.

Cesserà così l’Autonomia Comunale che generazioni e generazioni di saggi e sagaci amministratori hanno conservato intatta per ben 900 anni, come attesta anche il più antico stemma comunale del 1644 salvato dal commendatore Giambattista Paoloni dallo scantinato dell’antico Ospedale comunale a Porta Pesa e donato al Comune che lo conserva ancora affisso lungo le scale di accesso del Palazzo Municipale a imperitura memoria della sua Libertà, della sua Autonomia e della sua Giustizia da tramandare nei secoli. Già la sinistra ci ha tolto sia l’Ospedale che la RSA e tanti altri servizi e strutture.

Ora addirittura vuole toglierci anche tutti i servizi residui per affidarli a un ente terzo non elettivo direttamente dal popolo. E’ il massimo del tradimento dell’Autonomia municipale conquistata quasi un millennio fa e strenuamente difesa da generazioni e generazioni di saggi e sagaci amministratori che hanno reso grande il libero e autonomo Comune di Montenovo. Esattamente l’opposto di quello che stanno facendo gli amministratori attuali. E così il paese, quando non sarà più Comune, verrà ridotto a misera, smunta e irrilevante frazione periferica di “Senigallia Magna” che acquisirà il nuovo ridicolo e contradditorio nome di “marchesato senone”.

Ora il popolo montenovese, che verrà amministrato da un invasore forestiero, può e deve giudicare chi ha tradito lo spirito di Libertà, Autonomia e Giustizia professato per secoli dal paese, mentre “montenovonostro” chiama tutti a raccolta per dare inizio a una nuova Resistenza morale e civile contro ogni regime nazional-socialista sfascista e collaborazionista che umilia il paese e i suoi compaesani nel Secondo Mensilario (anniversario mensile) della iugulatoria Unione dei Comuni dal ridicolo nome.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2018 alle 20:31 sul giornale del 23 febbraio 2018 - 2397 letture

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