Al via il progetto “Famiglia Forte” per prevenire il disagio giovanile

22/02/2018 - Partirà da marzo il progetto "Famiglia forte" volto alla prevenzione del disagio giovanile, che vede capofila il Comune di Senigallia e comprende i Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale n. 8, l’Azienda pubblica servizi alla Persona n.9, l’Università Politecnica delle Marche, le cooperative sociali “H Muta” e “Casa della Gioventù”, quali enti co-finanziatori e, come partner non onerosi, gli istituti comprensivi “Mario Giacomelli”, “Fagnani”, “Belardi”, “Marchetti” di Senigallia, quelli di Arcevia e Ostra, quelli di Jesi “Lorenzo Lotto”, “San Francesco”, “Carlo Urbani”, il “Beniamino Gigli” di Monte Roberto, Castelbellino, San Paolo di Jesi, e il “Carlo Urbani” di Moie, Castelplanio e Poggio San Marcello.

Un insieme di azioni saranno articolate nel prossimo biennio per contrastare il disagio giovanile. Il progetto è stato promosso dall’Ambito territoriale sociale n. 8, ed è risultato tra i 14 selezionati su 84 complessivamente presentati a livello nazionale nell’ambito del bando “Welfare & Famiglia 2017”, emanato dalla Fondazione Cariverona e ricadente nei territori delle province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova. Ciò comporterà un co-finanziamento da parte della stessa Fondazione di 580 mila euro, pari al 68% del costo totale
del progetto.

Il progetto si rivolge ai minori che frequentano la 4° e 5° della scuola primaria e la 1° e 2° della scuola secondaria di primo grado degli Istituti comprensivi degli Ambiti Territoriali Sociali n. 8 e n. 9 e alle loro famiglie.

"Grazie a chi ha reso possibile il progetto - ha detto il sindaco Maurizio Mangialardi - che è particolarmente importante perché mira a contrastare il delicatissimo fenomeno del disagio giovanile, mettendo al centro un riferimento forte come quello della famiglia”.

"La finalità del progetto - ha speigato l'assessore ai servizi sociali, Carlo Girolametti - é quello di individuare una nuova rete di servizi che si occupano di sostegno a famiglie e minori, che facendo leva sul sostegno e
la valorizzazione delle capacità genitoriali delle famiglie e sul coinvolgimento del territorio, porti ad un riduzione del ricorso alle comunità per minori".

Le azioni previste riguarderanno infatti la sensibilizzare delle comunità rispetto alla tematica di intervento, la realizzare una rete di sorveglianza (prevenzione primaria) e sostegno dei minori a rischio all’interno delle scuole, la strutturazione di servizi di sostegno per le famiglie con deficit di genitorialità, attraverso il potenziamento dei servizi esistenti e la creazione di nuovi interventi innovativi, lo sviluppo di una campagna di social investment che, tramite il coinvolgimento del territorio in attività di co-progettazione e innovativi metodi di crowd-funding, abbia come target i minori a rischio.

A valutare l’efficacia degli interventi, in modo da poter portare eventualmente delle modifiche al progetto, l'università Politecnica delle Marche, attraverso la quale le varie attività verranno considerate in riferimento alla qualità percepita degli interventi da parte dei minori e delle famiglie.





Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2018 alle 17:09 sul giornale del 23 febbraio 2018 - 2865 letture

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