"Guerra" ai piccioni, il sindaco, "Aumenteremo le zone di distribuzione di mangime antifecondativo"

20/02/2018 - La difficile convivenza con i piccioni in città è una questione che non riguarda solo Senigallia. Ci sono per questo norme che impongono il divieto di dar da mangiare ai piccioni, a causa del fatto che il cibo lasciato a terra in aree pubbliche, attira questi animali, ma anche ratti e topi con conseguenti problemi di carattere igienico sanitario e di degrado urbano. Senza considerare che gli escrementi di piccione sono un problema anche per i monumenti storici (palazzi, chiese).

A chiedere un intervento in merito, per disincentivare i cittadini a distribuire ai piccioni cibo, viene chiesto anche da una residente a Senigallia direttamente al sindaco Mangialardi.

"Vorrei far presente - dice la donna - che abitualmente ci sono persone che distribuiscono cibo ai piccioni che hanno invaso i tetti di diversi condomini della zona in cui abito, nei pressi di via dei Gerani, con conseguenze devastanti dal punto di vista igienico. E' possibile posizionare cartelli con il divieto di somministrazione cibo ai piccioni?".

Mangialardi spiega che il comune ha, già da tempo, messo in campo un'azione di contrasto alla proliferazione di questi volatili. "Il Comune di Senigallia ha da tempo ha avviato una iniziativa volta a contrastare la diffusione di questa specie animale con gli strumenti possibili e riconducibili, di fatto, alla somministrazione di sostanze che ne inibiscono la riproduzione - spiega il sindaco - tutto questo con lo scopo di ridurre il numero di colombi urbani, animali protetti, che stazionano in questa città. Nei mesi ricompresi tra marzo e settembre viene infatti distribuito mangime antifecondativo: uno strumento efficace per impedire la nidificazione e conseguentemente la quantità di volatili.

Personale del Comune provvede alla somministrazione, in particolari zone frequentate dai volatili, di mangime contenente Nicarbazina che ha un effetto antifecondativo in grado di deprimere per tempi più o meno lunghi l'attività riproduttiva di questi animali. Il controllo farmacologico della riproduzione consente una diminuzione del numero degli animali adulti ed anziani attraverso sistemi naturali e fa sì che i piccioni esistenti non siano sostituiti dai novelli.

Certo è che un contributo importante nel contrastare la proliferazione di detti animali può venire dai privati, attraverso la chiusura - soprattutto nel centro storico - di anditi e spazi in cui trovano naturale sede i piccioni e dove vengono depositate le uova. Ciò detto l’impegno che posso prendere è quello di intensificare l’azione di prevenzione, estendendo le zone in cui viene distribuito il mangime contenente Nicarbazina allo scopo di potenziare le azioni volte a ridurre la riproduzioni di piccioni. Spero pertanto che le azioni descritte siano ben più efficaci, nel medio periodo, dell'installazione di cartelli di divieto su cui sarebbe davvero difficile operare un controllo."

Accanto all'azione dunque del comune, necessaria una collaborazione da parte dei cittadini che dando cibo ai colombi invalidano l’efficacia dello sterilizzante.





Questo è un articolo pubblicato il 20-02-2018 alle 21:40 sul giornale del 21 febbraio 2018 - 1251 letture

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