Pullman con studenti in avaria: rimasti a piedi alunni di Marzocca e Montignano

11/02/2018 - Brutta disavventura che ha creato apprensione fra i genitori quella vissuta sabato dagli alunni delle elementari e medie delle di Marzocca e Montignano.

L'autobus delle autolinee Bucci, durante il percorso che raccoglie gli alunni per riportarli a casa al termine delle lezioni, è andato in avaria e si è improvvisamente fermato. Il brusco stop si è verificato all'altezza del residence “Il Gelso” al confine con Montignano ma nel comune di Montemarciano. L'autobus infatti, dopo aver fatto salire gli studenti a Marzocca procede lungo la statale, sale per la Marcianella, effettua l'inversione al Gelso e ritorna per Montignano intorno alle 13.05.

Con l'autobus in panne tutti i ragazzini a bordo, circa una trentina, sono dovuti scendere. Nel frattempo molti genitori non vedendo rientrare i propri figli a casa hanno iniziato a preoccuparsi. Molti ragazzini infatti, soprattutto quelli delle elementari e delle medie non avevano il telefonico con cui avvertire i genitori del ritardo. Fortunatamente c'ha pensato l'autista che subito si è prodigato per avvertire i vari familiari.

Con il suo cellulare ha chiamato i numeri indicati dai giovani studenti che hanno così chiesto ai rispettivi genitori di recarsi con un proprio mezzo al Gelso. Un sospiro di sollievo per i familiari, che nel frattempo in diversi, si erano portati alla fermata a Montignano per capire come mai non arrivassero. Scongiurato il peggio (il primo pensiero è stato che il ritardo potesse essere stato provocato da un incidente), tutto si è risolto per il meglio e gli studenti sono rientrati a casa.

“Si è rotto il pullman e non siamo potuti ripartire -raccontano alcuni ragazzini delle medie- alcuni di non noi avevano il cellulare perchè a scuola non lo possiamo portare e non potevamo avvertire i genitori del ritardo. E poi altri non si ricordavano i numeri a memoria. Insomma c'è stata un po' di confusione ma l'autista è stato bravissimo e vogliamo ringraziarlo perchè subito ci ha dato il suo cellulare per farci chiamare a casa. Così i nostri genitori si sono tranquillizzati e ci sono venuti a prendere”.





Questo è un articolo pubblicato il 11-02-2018 alle 10:00 sul giornale del 12 febbraio 2018 - 4015 letture

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