Tribunale del Malato: "La Cardiologia è riabilitativa ma può fare terapia intensiva. Che contraddizione!"

09/02/2018 - “Sull'Utic e sulla cardiologia ci aspettiamo risposte chiare per i cittadini e per i sanitari”. A chiederlo è il Tribunale del Malato che nelle scorse settimane ha inviato una lettera formale alla direttrice sanitaria Nadia Storti senza però avere alcuna risposta.

“Abbiamo chiesto chiarimenti sull'Utic perchè la determina 732/2017 è estremamente confusa e contraddittoria al fine di fornire strumenti operativi certi al personale medico e ai pazienti -afferma il presidente del TdM Umberto Solazzi- nessuna risposta. Cosa per altro deontologicamente scorretta. Si trasforma un reparto ma ma non si ha il coraggio di dirlo e cosa ancora più grave non si predispone una precisa organizzazione alternativa né una tempistica”.

Le domande cadute nel vuoto erano “quali patologie acute che possono essere ricoverare in cardiologia, quali da trasferire e dove, se si può continuare ad applicare pacemaker, qual è il cronoprogramma della nuova organizzazione e l'assetto organico di cardiologia. “Nel 2013 dissi che c’era la volontà di togliere l’Utic ed ora ne abbiamo la conferma -continua Solazzi- il TdM non entra nel merito delle decisioni tecniche che vengono adottate da chi si trova a gestire la Sanità regionale ma valuta i risultati dei mutamenti conseguenti a tali decisioni e dobbiamo constatare che i diritti dei cittadini sono stati disattesi. Oggi l'attività ambulatoriale è drasticamente ridotta e il reparto è in affanno”.

La nuova determina sostanzialmente riconosce la cardiologia come riabilitativa ma “consente” di effettuare prestazioni anche di terapia intensiva. “Colpisce l'assenza di responsabilità di chi invece dovrebbe averla -aggiunge Carlo Massacci, ex primario e cardiologo in pensione dell'ospedale di Civitanova- Il cittadino deve sapere cosa è successo e se poteva essere evitato. La nuova determina dice che la Cardiologia a Senigallia è riabilitativa e questo è stato trasmesso al Ministero della Salute ma poi nella pratica si aggiunge che si può fare anche dell'altro. E' evidente che c'è una forte contraddizione. Si dichiara di essere autorizzati a fare una cosa ma poi nei fatti se fa un'altra”.

“Il direttore Marini, il sindaco Mangialardi, l'assessore Girolametti e il presidente Volpini -conclude Solazzi- sono disposti a dimettersi per non aver detto tutta la verità visto che la prima determina che parla di cardiologia riabilitativa a Senigallia è del 2016?”.





Questo è un articolo pubblicato il 09-02-2018 alle 23:00 sul giornale del 10 febbraio 2018 - 1064 letture

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