Potere al Popolo e i parcheggiatori abusivi: "Vogliamo tutti casa, lavoro e libertà"

31/01/2018 - Il nostro movimento parte dal basso e come obiettivo principale ha lo scopo di portare alla luce la voce delle persone più deboli e in difficoltà ed è proprio con questo spirito che abbiamo intervistato i parcheggiatori, che operano nelle zone più trafficate della città.

È stato bello vedere come la nostra volontà di capire le loro vicissitudini li abbia portati ad aprirsi con noi ; in cambio abbiamo ricevuto sorrisi, abbracci, affetto! Al contrario di quello che alcuni pensano e cercano di promuovere, questi ragazzi non si sono mai permessi di trattarci male perché non avevamo soldi per pagare il “parcheggio” e anzi, ci hanno riferito che sono molti i passanti che rivolgono loro insulti razzisti immotivati, che li mandano a quel paese o che dicono loro di trovarsi un lavoro!!

Molti di loro, nel loro paese di provenienza, avevano imparato una professione e sono venuti qui in Italia con il sogno di poter lavorare e mantenere così le loro famiglie a distanza e invece si ritrovano ad essere insultati gratuitamente solo perché cercano di sopperire alla mancanza di un lavoro fisso adattandosi a fare quello che possono! Ad esempio B. (22 anni) come professione faceva l’elettricista, ma le condizioni di povertà hanno spinto i suoi genitori a investire i pochi soldi messi da parte per pagargli il volo per l’Italia; G (30 anni) ha pagato di tasca sua il biglietto, sperando di riuscire a garantire alla sua famiglia un’esistenza più dignitosa, non aspettandosi mai di non rivedere i suoi figli per più di 5 anni. Parlano delle loro famiglie con nostalgia e con orgoglio, fanno questa vita per poter mandar loro una misera somma ogni mese, pagando un prezzo molto alto, perché tutti sanno quando partono… ma mai quando tornano.

Qualcuno vorrà ribattere che questi giovani il lavoro non lo cercano ma alcuni di loro ci hanno riferito che pur presentandosi ai vari centri per l’impiego, desiderosi di mettersi in gioco, sono stati relegati in un angolo ad aspettare il loro turno che peró, guarda caso non arriva mai… È per questo che una nostra militante si è offerta di accompagnarli al centro per l’impiego, per far sì che la lingua non sia più un ostacolo e per garantire loro di essere ascoltati e presi in considerazione al pari di tutti i cittadini! In fondo vogliamo tutti la stessa cosa, una casa, un lavoro dignitoso e la libertà! Uniamo le nostre lotte, potere al popolo!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-01-2018 alle 15:25 sul giornale del 01 febbraio 2018 - 4923 letture

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