Minacce e insulti al sindaco Mangialardi su Facebook: post rimosso, indaga la Polizia

maurizio mangialardi 28/01/2018 - La Polizia indaga sulle minacce lanciate al sindaco Maurizio Mangialardi tramite il social network Facebook. Il vice questore aggiunto Maurizio Agostino Licari ha acquisito tutta la documentazione riguardo il post pubblicato venerdì (e rimosso qualche ora dopo) sul profilo Facebook del primo cittadino.

“Hai i mesi contati Maurizio! Essere schifoso”, ha scritto un cittadino senigalliese. Una “minaccia esplicita” per la Polizia che vuole vederci chiaro. Per il momento si tratta di una ricognizione informativa e non giudiziaria dal momento che spetterà al sindaco Mangialardi decidere se procedere o meno con una eventuale querela nei confronti del soggetto che lo ha minacciato. La Polizia ha anche sentito il primo cittadino per capire se, oltre al post, ci siano stati altri episodi analoghi. Mangialardi, dal canto suo, ha ribadito agli investigatori di non essere intenzionato a denunciare il soggetto autore della minaccia affermando di provare solo “tristezza per certi commenti”. "Sono figli dell'uno vale uno e più sono incapaci e più parlano -commenta Mangialardi- più parlano meno argomenti hanno e più insultano. Il problema è loro. Mi fanno solo tristezza".

Il primo cittadino, particolarmente esposto mediaticamente per il ruolo che ricopre, aveva subito attacchi ingiuriosi e frase offensive (ma mai minacce) già durante i tragici avvenimenti dell'alluvione del 3 maggio 2014, quando la tensione in città era particolarmente alta. Il commento minaccioso lasciato in un post del sindaco che parlava della festa di Capodanno ha scatenato la solidarietà del popolo del web che all'unanimità hanno criticato il commentatore ed espresso solidarietà al primo cittadino. Nel corso del suo mandato da sindaco Mangialardi aveva vissuto un episodio in parte simile nel 2012, quando nel suo ufficio fece irruzione un 40enne che con una tanica di benzina e un accendino minacciò di darsi fuoco e di appiccare un incendio. L'uomo, disperato per problemi economici, si era cosparso di benzina.

Il sindaco in quel caso riuscì a scagliare a terra l'accendino prima che l'uomo accendesse la miccia. Arrivò poi il personale comunale che bloccò l'uomo e lo affidò alle cure dei sanitari. Minacce pesanti furono anche quelle rivolte nel 2005 all'allora sindaco Luana Angeloni quando le fu recapitato in Comune un plico contenente quattro proiettili calibro 7,65. La missiva era anonima ma il pacchetto era contraddistinto da una svastica.





Questo è un articolo pubblicato il 28-01-2018 alle 18:59 sul giornale del 29 gennaio 2018 - 4560 letture

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