Comitato: "Non si difende con promesse al vento la sanità pubblica"

comitato cittadino per la difesa ospedale di Senigallia 27/01/2018 - Da Giugno scorso ad oggi è passata poca acqua sotto i ponti. Infatti delle tante promesse “sparate” si è concretizzato ben poco.

Volendo rinfrescare la memoria abbiamo risentito e rivisto i vari annunci lanciati sui social e sui media e le varie dichiarazioni rese nelle sedute della IV Commissione Sanità del 24 Luglio 2017 e nel Consiglio Comunale del 5 Settembre 2017.

VOLPINI, MANGIALARDI e GIROLAMETTI hanno ribadito che Senigallia aveva già pagato un caro prezzo per la riorganizzazione sanitaria regionale e che non avrebbero più accettato che il nostro ospedale venisse ulteriormente intaccato a vantaggio di altri territori.

Ebbene se, come impongono i dettami Ministeriali vanno ottimizzati i servizi in base ai volumi di attività, alla morfologia e demografia del territorio perché in AV2 continuiamo ad assistere ad investimenti per l’ambito riabilitativo (vedi trasformazione della Cardiologia, vedi nuova UOC di Fisiatria, vedi Otorino che non è messa in condizione di espletare attività operatoria,, vedi depotenziamento del Laboratorio Analisi, vedi mancanza di Risonanza Magnetica e vedi TAC che funziona a giorni alterni) nel nostro ospedale a scapito di investimenti che consentano di gestire le problematiche dei pazienti con patologie acute?

Se chiedessimo ad un bambino di dividere in parti pressoché uguali questo territorio il bambino con la sua innocenza farebbe due linee così:

Ospedali di rete Senigallia, Jesi e Fabriano
Ospedale di rete fuso con INRCA zona Aspio(ancora da costruire)
Azienda Ospedaliera Regionale Umberto I a Torrette

Se al bambino poi chiedessimo: “Quale ospedale per acuti depotenzieresti o smantelleresti visto che secondo i parametri del Ministero della Salute (DM 70/2015) nella provincia di Ancona ne possono rimanere 3 su 4?
Secondo Voi il bambino cosa risponderebbe? Jesi, BASTA GUARDARE il grafico.

Non si è contrari alle riorganizzazioni che rendono più sostenibile ed equo il sistema sanitario regionale ma le scelte devono essere sensate eque ed oculate perche né va della salute dei cittadini.
Quindi smettetela di smantellare i reparti per acuti del nostro ospedale e opponetevi alla lenta trasformazione del nostro presidio in un futuro ospedale ad indirizzo riabilitativo.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2018 alle 10:26 sul giornale del 29 gennaio 2018 - 1225 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, ospedale, senigallia, Comitato Cittadino per la difesa Ospedale Senigallia

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